SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Emergenza inquinamento, l’amministrazione comunale boccia le targhe alterne e sceglie la via dell’incentivo all’uso del trasporto pubblico, con autobus gratuiti il martedì e il venerdì. Il Gruppo Autostrade potrebbe concedere l’abolizione del pedaggio per il tratto Grottammare-Porto d’Ascoli, ovviamente solo per i residenti. Le domeniche ecologiche, inutili per abbassare il tasso di polveri sottili (Pm10) nell’aria, potrebbero essere riproposte ma solo come strategia di sensibilizzazione verso gli automobilisti, mentre si studierà un modo per aumentare il numero dei parcheggi a pagamento per scoraggiare l’uso dell’auto, senza penalizzare chi risiede in centro.
Questi i responsi della commissione consiliare viabilità svoltasi il 23 ottobre, durante la quale il direttore del servizio Tutela Ambientale Buonfigli ha chiarito una volta per tutte un dato molto rilevante: secondo la legge europea nel 2010 verrà dimezzato il valore medio giornaliero di Pm10 consentito (da 40 microgrammi per metro cubo a 20 microgrammi per metro cubo). Questo significa che senza soluzioni strutturali fra quattro anni verranno superati quasi stabilmente i limiti di concentrazione di Pm10 nell’aria. Quelle che oggi vengono considerate come misure eccezionali diventeranno perciò strategie stabili di riduzione del traffico e del rischio per la salute.
La relazione di Buonfigli ha messo in luce l’estrema tossicità delle Pm10, micropolveri cancerogene che contengono metalli pesanti e che sono estremamente mobili, nel senso che si diffondono in tutta la zona costiera e nella vallata del Tronto. Da Spinetoli fino a Cupra, secondo la Regione, c’è una qualità dell’aria uniforme e pertanto serve una strategia unitaria, altrimenti gli interventi locali potrebbero venire annullati dall’inquinamento globale.
San Benedetto è considerata come “zona di rilevamento dell’inquinamento da traffico” e la centralina di piazza Kolbe, contrariamente a quanto si pensa, potrebbe essere spostata anche sul lungomare. I valori di Pm10 riscontrati si discosterebbero solo di pochi punti.
La circolazione a targhe alterne ha effetti benefici solo se viene adottata per molti mesi, mentre le soluzioni di blocco del traffico una tantum non danno benefici. Ciò non inficia il loro valore educativo, sottolinea Lina Lazzari.
In alcune città del nord Italia viene adottato lo scaglionamento degli orari nelle scuole e nei luoghi di lavoro, per ridurre l’intasamento delle ore di punta. Ci sono sistemi come il Pedi-bus, in cui alcuni adulti accompagnano a scuola a piedi tutti i bambini di un quartiere grazie a percorsi preferenziali.
Dato che il 90% del traffico sambenedettese è locale, il problema dei parcheggi è essenziale. Secondo gli assessori Canducci e Capriotti, occorre ridurre il prezzo dei parcheggi pubblici già esistenti e rendere a pagamento la maggior parte di quelli che si trovano in centro. Bisogna imporre orari unici per il carico e lo scarico delle merci. Bisogna migliorare il servizio pubblico e razionalizzarlo perché troppi autobus girano vuoti. Servire meglio le zone periferiche, aumentando la frequenza di mezzi pubblici a biodiesel o a metano. Con i buoni auspici della Start, beninteso.
Infine le soluzioni strutturali. Federico Olivieri ha proposto una soluzione drastica: da via Voltattorni verso nord fare una zona di traffico limitato. E risolvere finalmente il problema della bretella transcollinare, da Santa Lucia fino alla zona industriale di Acquaviva.
Andrà necessariamente affrontato questo dato di fatto: buona parte delle Pm10 nell’aria vengono prodotte dagli impianti di riscaldamento nella abitazioni. Ma in commissione purtroppo non se ne è parlato.

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