SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Singolare modo per rilanciare il turismo in Riviera.. Potremmo anche utilizzare lo slogan: “San Benedetto, vacanza a tutto gas”». Con questa caustica riflessione la nostra lettrice Barbie ha commentato nel migliore dei modi il nostro articolo di sabato che riprendeva la clamorosa notizia data venerdì 20 ottobre dal telegiornale delle Marche della Tgr Rai, edizione delle 19,35.

Ora – a beneficio degli increduli, dei politici (locali, regionali e di governo) e di tutti i nostri lettori in generale – rendiamo pubblico il documento alla base della nostra inchiesta: il Comunicato (rivolto alle imprese interessate) che la Direzione generale energia e risorse minerarie del ministero dello Sviluppo economico (il cui ministro è Pierluigi Bersani) ha diffuso lo scorso 26 settembre.

I lettori possono scaricarlo in formato Pdf ciccando qui a destra su “Documenti allegati”. Il fascicolo, con gli allegati, consta di 14 pagine. Evidenziate in giallo, le parti che riteniamo più interessanti.

Come si legge a pagina 2, alle ore 12 di venerdì 20 ottobre è scaduto il termine entro cui «gli operatori interessati» potevano presentare «l’elenco dei giacimenti per i quali intendono acquisire i dati di dettaglio necessari per effettuare lo studio di fattibilità per la conversione in stoccaggio».

Alla stessa pagina 2 si legge che i dati informativi (e informatici) sono in possesso della Società Eni Spa che li cederà a ciascun «operatore interessato» al modico prezzo di 10 mila euro cadauno.

E veniamo ai giacimenti «ritenuti idonei» allo stoccaggio, illustrati alle pagine 5-6-7». Essi sono cinque. Tre in “Padania”: Bagnolo-Mella, in provincia di Brescia; Piadena Est, in provincia di Cremona; Romanengo, fra le province di Bergamo e Cremona. Due nelle Marche: uno piccolo a Rapagnano (vicino Fermo), 8,5 km quadrati; e uno molto grande denominato “San Benedetto”, così definito: «Il giacimento ricade nella concessione “San Benedetto del Tronto” comprendente un’area di 87,2 km quadrati nella provincia di Ascoli Piceno».

Una voragine a meno di 3 mila metri sotto di noi – lasciata libera da un giacimento ormai quasi esaurito – che potrebbe contenere fino a 2 miliardi di metri cubi di gas da pompare, stoccare e poi di nuovo prelevare secondo necessità da navi metaniere e condotte varie. Nel suo genere l’impianto più grande d’Europa. Scusate se è poco. Vero, amici albergatori e operatori turistici?

Allegato al documento principale, i lettori potranno godersi infine anche il decreto 27 marzo 2001 del ministero dell’Industria (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2001) che detta le regole per la «Determinazione dei criteri per la conversione in stoccaggio di giacimenti in fase avanzata di coltivazione, ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164».

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