ASCOLI PICENO – Massimo Rossi promuove la Finanziaria 2007 con riserva. Il presidente della Provincia analizza punto per punto la manovra economica varata dal Governo Prodi, giudicando positivamente il suo impianto generale. «Il disegno complessivo della Finanziaria – è ispirato a criteri completamente nuovi, in quanto punta a chiedere un contributo maggiore a chi ha di più per risanare i conti devastati e investire nello sviluppo».

Pollice verso, invece, per le misure riguardanti gli enti locali: Rossi ritiene, infatti, aberranti le norme sull’introduzione del limite del 2,6% all’indebitamento calcolato sullo stock di debito residuo e l’intervento che il presidente considera “punitivo” nei confronti della figura dell’assessore.

L’intervento integrale di Massimo Rossi sulla Finanziaria:

Chi è ipocrita? Chi, pur appartenendo allo stesso schieramento del Governo, non esita a contestare alcune norme della Finanziaria che ha presentato, o chi, per mero calcolo propagandistico, pur sapendo leggere le stesse norme, ne travisa il significato? Al consigliere regionale Castelli ricordo che non fa parte della mia storia pronunciare aprioristici “sì” in virtù dell’appartenenza politica: fui tra i Sindaci a marciare con fascia tricolore contro la Finanziaria del Governo D’Alema.

Oggi sono tornato a protestare, in tutte le sedi istituzionali in cui ricopro incarichi (due per tutte, l’assemblea generale dell’Unione delle Province d’Italia a Milano e la riunione congiunta dei direttivi ANCI e UPI a Roma) per sottolineare l’assurdità di almeno due punti chiave della Finanziaria per gli Enti locali. La prima aberrazione è il limite del 2,6% all’indebitamento calcolato sullo stock di debito residuo: in parole povere, secondo questa norma un Ente non potrebbe indebitarsi per più del 2,6% dell’importo complessivo dei mutui ancora da rimborsare. L’assurdità sta nel fatto che, con questa logica, vengono premiate le Amministrazioni che in passato hanno fatto più debiti e punite quelle più attente. Abbiamo ottenuto direttamente dal presidente Prodi l’assicurazione che la disposizione sarà cancellata: attendiamo i fatti.

La seconda aberrazione sta negli inaccettabili interventi sull’ordinamento degli Enti locali che puniscono in modo ingiustificato la figura dell’assessore con una serie di provvedimenti che vanno dall’impossibilità di collocamento in aspettativa all’eliminazione della figura assessorile nei Comuni più piccoli, mentre per i consiglieri si propone un ritorno al gettone di presenza. Ho detto in tutte le sedi che se è vero che il lavoro di Assessori e Consiglieri rappresenta un costo della politica e quindi della democrazia, non certo uno spreco. Se si vogliono veramente eliminare costi improduttivi si punti (e mi pare che la proposta del Governo per il nuovo ordinamento degli Enti locali vada in questa direzione) ai vari organismi e consorzi obbligatori vari, tanto difesi da Castelli e dai suoi amici di schieramento, che portano alla proliferazione di poltrone e incarichi senza che ciò corrisponda un reale miglioramento dei servizi al cittadino: le ultime “creazioni” sono i Consorzi obbligatori per gli Ambiti territoriali in materia di acque e rifiuti prescritti dall’ex ministro, e collega di partito di Castelli, Altero Matteoli.

Va evidenziato che su questi temi ho registrato la convergenza di opinioni di amministratori di centrodestra e centrosinistra, a dimostrazione che la strada per la soluzione dei problemi non passa per la propaganda e la strumentalizzazione che tanto piacciono a Castelli.

Detto questo, ho anche rilevato che la Finanziaria di quest’anno segna una rottura netta con i provvedimenti del governo Berlusconi. Primo, perchè le conseguenze per gli Enti locali non sono neppur lontanamente paragonabili a quelle subite l’anno passato. Senza entrare nei dettagli tecnici, ma per smentire l’uso strumentale di fuorvianti sintesi giornalistiche di pur autorevoli quotidiani economici, il meccanismo dei saldi è molto più gestibile di quello dei tetti di spesa dello scorso anno che, in sostanza, impediva alle amministrazioni di investire pur disponendo delle risorse. Sono valutazioni che Castelli può farsi confermare da tutti i Dirigenti dei Servizi finanziari delle Province così come da qualunque altro responsabile finanziario di un Ente locale.

Secondo, perchè vengono rifinanziate importanti leggi di spesa per opere di utilità pubblica: due per tutte, la legge 23 sull’edilizia scolastica e la legge 183 contro il dissesto idrogeologico, svuotate dal precedente Governo.

Terzo, e forse più importante, motivo, perchè il disegno complessivo della manovra è ispirato a criteri completamente nuovi, in quanto punta a chiedere un contributo maggiore a chi ha di più per risanare i conti devastati e investire nello sviluppo. Oltre ad introdurre, attraverso le norme collegate, nuovi strumenti per individuare chi non paga le tasse facendo concorrenza sleale verso le imprese oneste, arricchendosi illecitamente, penalizzando i servizi di cui tutti usufruiamo. Più equità e più rigore, insomma: parole che negli ultimi anni erano decisamente “fuori moda” in nome di una distorta e interessata interpretazione dei principi liberali.

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