SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’avevamo lasciato in lacrime. Quelle versate domenica scorsa sul prato dello stadio Fadini di Giulianova, dopo l’entrata scellerata di Gabriele Ippoliti, e quelle spese poi sul letto dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto, lunedì mattina. Forte, tanto da arrivargli sulla testa, il dolore di quella gamba operata da poche ore. Frattura scomposta di tibia e perone. Hai detto niente. Piangi pure Michele.
Stamattina l’abbiamo trovato sorridente e fiducioso. Ti stringe la mano, quella mano che qualche giorno fa non aveva la forza di comunicare, e ti fa sentire la voglia che ha di tornare più forte di prima. Metabolizzato il nefasto pomeriggio abruzzese?
Michele Santoni è lì sul lettino del nosocomio sambenedettese, sorretto dalla forza della mamma, Simona, che in questi giorni gli è rimasta vicino giorno e notte, e dall’amore di tutti quelli che, i compagni di squadra, i tifosi rossoblu e gli amici di Polverigi – paese di 2.500 anime dell’Anconetano, dove abita Michele – che spesso la domenica siedono sulla tribuna del Riviera delle Palme, non l’hanno lasciato solo. Giovedì prossimo compirà 21 anni; scontato sottolineare che questo è il momento più difficile della sua carriera da calciatore.
«Devo ringraziare tutti – esordisce il difensore della Samb – tutti quelli che in questi giorni terribili mi hanno dimostrato grande affetto. Al primo posto metto mia madre, che mi è stata sempre accanto. Poi i compagni di squadra, quasi sembrano più dispiaciuti di me per quello che è successo. Ma anche la società, il presidente, i dirigenti. Una menzione speciale la merita mister Chimenti, il quale viene a trovarmi anche tre volte al giorno».
E insieme a lui in tanti gli hanno fatto visita: gli ex compagni Faieta, Chiurato, Di Dio, Femiano, gli ex “secondi” Roberto Beni e Marco Rossi («c’è stato ieri»), il capitano del Giulianova Ottavio Palladini («è venuto due volte»), l’allenatore giallorosso Francesco Giorgini, i super-tifosi Roberta e Bruno, assieme ai figli Cristian e Cristiana, («mi hanno regalato un paio di stampelle. Presto mi serviranno»), e quelli in rappresentanza della Curva Nord.
Domani infatti Michele potrebbe essere dimesso. Tra un paio di settimane poi toglierà i punti alla gamba; dovrà comunque tenere il gesso almeno due mesi. A inizio 2007, infine, comincerà la lunga riabilitazione.
«So che mi aspetta un periodo difficile, come pure sono consapevole che ci saranno dei momenti in cui potrei farmi prendere dallo sconforto, ma le dimostrazioni di affetto di questi giorni mi trasmettono ancora più forza per non mollare e impegnarmi al massimo per tornare più forte di prima».
Facciamo un salto all’indietro di qualche giorno: domenica pomeriggio, stadio Fadini, minuto numero 62 della sfida tra Giulianova e Samb. Ippoliti, subentrato a Miani alla mezz’ora del primo tempo, entra in modo “criminale” su Santoni, in campo da una manciata di minuti.
«Mi sono subito reso conto che il fallo era di quelli brutti, tanto che mi ricordo bene di aver imprecato contro il difensore del Giulianova. Poi ho guardato la gamba e ho visto che era spezzata. Mi sono messo a piangere dal dolore e vedevo e sentivo attorno a me i compagni disperati, che gridavano “Si è rotto! Si è rotto!”. Sono stati brutti momenti. La telefonata di Ippoliti? Adesso perdonarlo mi risulta difficile, chi gioca a calcio sa bene che quegli interventi di possono evitare. Magari più avanti ci riuscirò».
Da ultimo un pensiero ai compagni di squadra, coi quali spera, tra sei mesi, di tornare a giocare.
«In questi giorni mi sono stati molto vicini, mi auguro che domenica superino il Manfredonia e possano dedicarmi la vittoria. Più in generale spero che la Samb riesca ad ottenere la salvezza: lo meritano i tifosi, eccezionali, e lo merita la squadra, anche quest’anno si è creato un gruppo fantastico».

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