GROTTAMMARE – Quando il delirio onirico di un grande regista si inserisce in un contesto anarchico e sedizioso prendono forma visioni figurative come quelle di Zabriskie Point.

Michelangelo Antonioni firma nel 1970 la sua personale rivoluzione con un film che violenta a tal punto gli schemi precostituiti del Cinema da regalare una dimensione parallela e trascendente alla storia che descrive. Nasce un film ricco di simbolismi, carico di una forza sovversiva manifesto per un’intera generazione, il tutto delineato da un limpido senso estetico per la fotografia dove ogni lenta sequenza è destinata ad entrare nell’immaginario di chi assiste.

Nel mezzo ci sono loro: Mark e Daria. Lui è un ribelle studente universitario che dopo uno scontro con la polizia ruba un aereo “per alzarsi da terra”. Lei una giovane segretaria d’azienda dai lunghissimi capelli, figlia di un ambiente borghese. Il loro comune destino ha un solo nome: Zabriskie Point, là dove le deserte distese tra dune di sabbia e terra sono laghi prosciugati da milioni di anni. Ed è in questo luogo inviolato che l’uomo torna al suo linguaggio primordiale fatto di grida nel silenzio e di corpi che si uniscono e si moltiplicano in un rito di ancestrale memoria. L’amore nel quale si mescolano i due giovani è dolce e suadente come la chitarra di Jerry Garcia. Ma tutto, forse, è solo un rifugio.

Il ritorno alla realtà sarà duro e spietato. Sulle lacrime della splendida Daria scorrono la sete di vendetta e la fame di libertà di chi vede stuprato il proprio mondo e di chi insegue le proprie utopie. È qui che il Cinema passa alla storia “esplodendo” con tutta la sua forza immaginifica e metaforica. I simboli del benessere capitalista propri del mondo occidentale vengono fatti saltare in aria con lucida rabbia sotto la prepotente spinta della musica dei Pink Floyd.

Lo sguardo futurista del regista ferrarese scava nella coscienza della società americana di quel tempo, agitando anche oggi sotterranee incertezze. L’arte di una grande regia esalta lo spazio dove convivono lo spirito di ribellione ed i suoi i contrasti: visioni frutto di un talento artistico che ha continuato a generare nel tempo film discussi quanto irripetibili.

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