SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Start S.p.a. decide di reincorporare Start Reti S.p.a. Si torna dunque alla condizione societaria precedente al 23 dicembre 2002, quando nacque la Start Reti S.p.a per gestire autodepositi, officine, impianti di lavaggio e di depurazione.

Il capitale sociale dell’azienda riunita ammonterà a poco più di 15 milioni di euro. Il Comune di San Benedetto ha il 7,36% delle quote, la Multiservizi ne possiede invece il 20%. Nel prossimo consiglio comunale verrà votato il consenso alla fusione.

Il numero di azioni della nuova Start rimarrà invariato, così come le percentuali di partecipazione. Verrà però ridotto il valore nominale di ogni azione, che passerà da 51,64 euro a 50 euro. Di conseguenza il Comune e la Multiservizi subiranno una perdita di 141.000 euro.

La fusione presenterà però dei vantaggi economici perché ci sarà un unico consiglio di amministrazione e un unico collegio sindacale. I vantaggi fiscali sono legati alla creazione di un’unica contabilità, con l’alleggerimento degli adempimenti amministrativi e fiscali. La scelta di realizzare la fusione tramite il metodo dell’incorporazione dà l’opportunità di continuare l’attività aziendale mantenendo in piedi l’organizzazione già esistente.

La scissione del 2003 fu obbligatoria a causa di una norma contenuta nel Testo unico per gli enti locali (decreto legislativo 267/2000) che imponeva la separazione societaria fra la proprietà delle reti e l’erogazione del servizio. In seguito però un cambiamento legislativo fece venire meno questa norma, quindi l’assemblea dei soci ha deciso di procedere alla fusione nella seduta dello scorso 26 aprile.

In commissione bilancio (fra i documenti allegati c’è la relazione del vice sindaco Antimo Di Francesco in formato pdf) è stato deciso di convocare ogni sei mesi i vertici delle società partecipate dal Comune. I membri della commissione avranno così modo di analizzare le relazioni aziendali e, cosa non trascurabile, non si “ingolferanno” i consigli comunali come successo il passato 12 settembre con l’intervento dei vertici Picenambiente.

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