SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal maggio scorso il dottor Giuseppe Petrone è tornato a rivestire l’importante ruolo di direttore della zona territoriale dell’Asur (Azienda sanitaria unica regionale). Secondo lui sono queste le principali criticità per la sanità sambenedettese.

Risorse umane e carenza di personale – La Zona Territoriale 12 di San Benedetto del Tronto ha 1000 dipendenti fra medici, infermieri e personale amministrativo. Pochi, considerando il bacino di utenza di 100.000 abitanti e che Camerino (poco più di 40.000 abitanti) ne ha 750. La spesa per il personale rappresenta il 30% del bilancio annuo e anche questa è una percentuale bassa.

Esiste il blocco delle assunzioni e anche l’obbligo di pareggio del bilancio, quindi per poter assumere nuovo personale e favorire il ricambio generazionale c’è solo una via: chiedere una deroga alla Regione Marche. In caso di nuove assunzioni, la spesa aggiuntiva per il personale sarebbe pari a un milione di euro. Ma potrebbero partire i servizi notturni di guardia tecnica radiologica e anestesiologica.

Lunghi tempi di attesa – Problema direttamente connesso alla carenza di personale. Riguarda tutta la sanità pubblica nazionale e va affrontato migliorando l’offerta di servizi.

Tecnologie mediche – Molti finanziamenti arrivano dalle fondazioni, che hanno come obbligo statutario il contributo alle aziende sanitarie pubbliche. Il contributo annuale della Fondazione Carisap è di 220.000 euro. Dal 2007 l’ospedale “Madonna del Soccorso” avrà una nuova Tac che sostituirà quella istallata nel 1999, che ultimamente non ha funzionato a causa di persistenti guasti. Sempre grazie alla Fondazione Carisap arriverà anche un’apparecchiatura radiologica polifunzionale digitale, che sostituirà un’attrezzatura acquistata oltre 20 anni fa. Il costo complessivo si aggira sul milione di euro.

A breve dovrebbe partire anche una gara per l’acquisto di un nuovo sistema per la rianimazione.

Strutture ospedaliere e uffici amministrativi – Sono disponibili circa tre milioni di euro per la ristrutturazione dei piani -1 e -2 dell’ospedale civile, cioè Pronto soccorso, Rianimazione, Cardiologia e Medicina d’urgenza. Altri 750.000 euro serviranno per ulteriori lavori di messa a norma. Petrone ha parlato dell’istituzione di una sede unica per i servizi territoriali e per il consultorio familiare, che sostituirà la sede di via Romagna. La nuova struttura potrebbe essere presa in affitto investendo il ricavo della vendita degli uffici di via Romagna.

Molti invocano la costruzione dell’ospedale di vallata. Petrone non si pronuncia sulla fattibilità del progetto, ma chiarisce che a breve ci sarà la prima riunione dei collegi di direzione dell’Area Vasta Ascoli-San Benedetto, una delle cinque macrozone dell’Asur Marche: forse un passo avanti per promuovere progetti coordinati.

Rapporti fra sanità pubblica e sanità privata – E’ fondamentale la diversificazione delle specializzazioni fra ospedale civile e case di cura. Altrimenti si tratta di spreco di risorse.

In sede di commissione servizi sociali, il consigliere comunale Palma Del Zompo ha sollevato il problema della mancanza di concertazione fra l’ospedale e la cosiddetta medicina territoriale, cioè medici di famiglia e specialisti di ambulatorio. Secondo Petrone bisogna però sfruttare al meglio le potenzialità già esistenti, come l’Ucad (ufficio coordinamento attività distrettuali).

Alta mobilità passiva – La mobilità passiva regionale ed extraregionale indica la quantità di cittadini della zona territoriale sanitaria che vanno a curarsi in altre località. Sul totale dei cittadini nel comprensorio che hanno bisogno di prestazioni ospedaliere, solamente il 58% trova una risposta senza dover viaggiare. La media nazionale invece si attesta fra il 65% e il 68%.

Le motivazioni sono tante. Alcune specializzazioni della medicina non esistono nelle nostre strutture ma è anche vero, sottolinea Petrone, che viviamo in un’area di confine fra due regioni e che abbiamo un’alta percentuale di ricoveri ospedalieri. «Non dipende dalla mancanza di posti letto – spiega Petrone – ma dalla percentuale di ricoveri e dalla concentrazione di cliniche private che offrono gli stessi servizi. Però – continua – i professionisti che abbiamo sono di alta qualità. Forse esiste un problema di comunicazione con i cittadini, ma noi abbiamo l’obbligo di essere corretti e di dare risposte qualificate. Questo deve essere il nostro obiettivo primario».

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