SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Era uno dei nostri iscritti, sempre presente alle nostre manifestazioni. Lo ricorderemo per sempre con commozione e affetto. Penso che il nostro Trofeo “Angelo delle Acque” di quest’anno spetterà sicuramente a lui». È il vice-presidente della sezione sambenedettese della Lega Navale Italiana – il commodoro Enrico Imbastaro – a darci questa anticipazione a commento della tragica notizia giunta nei giorni scorsi dalle Isole di Capo Verde: la morte per annegamento, per salvare una ragazza, del noto parrucchiere Massimo Venditti, 34 anni, originario di Controguerra nel vicino Abruzzo ma da anni a San Benedetto del Tronto, dove aveva la parrucchieria “Le Linee” in Via Giovanni XXIII.

A corredo di questo articolo pubblichiamo le ultime due fotografie di Massino Venditti, scattate domenica 24 settembre al largo di San Benedetto del Tronto, durante la 5ª regata per i Trofei challenger “Jack La Bolina” e “Giovanni Latini”.
E a Massimo Venditti la giornalista Romina Angelini ha dedicato questo pensiero che volentieri pubblichiamo.

Massimo era il mio parrucchiere, l’artefice di un nuovo look di successo, il mio confidente. Ma lo era di tutte le sue clienti che andavano a trovarlo nella sua parrucchieria anche solo per sorseggiare un caffè o per raccontare della spesa fatta al mercato.

Perché Massimo era così, ti metteva subito a tuo agio e ti faceva sentire speciale soprattutto dopo la sua “messimpiega”. Tanto che diventavi ad un certo punto dipendente da lui e dovevi recarti nel suo negozio a farti mettere “le mani in testa” almeno una volta a settimana.

Massimo aveva tanto sognato quella “maledetta” vacanza. Ce ne parlava mentre lavorava (e lo ha fatto anche a Ferragosto e molte domeniche di quest’anno, l’ultimo per lui). Aveva tappezzato la sua parrucchieria, fin da settembre, con cartelli bianchi su cui aveva scritto in stampatello con il pennarello la data delle sue ferie «dal 10 al 17 ottobre». Quanto l’ho pensato in questi giorni con i capelli impossibili da domare…

E quando mi hanno comunicato la sua scomparsa, così assurda e improvvisa, l’ho sentita impossibile quasi uno scherzo. Come si può morire in vacanza dove ti devi solo divertire? Solo ora che scrivo queste righe me ne rendo conto e piango perché è duro, veramente, da sopportare questo distacco.

Ho letto una frase e la voglio dedicare alla sua memoria: «Si può essere amici per sempre, anche quando le vite ci cambiano, ci separano e ci oppongono. Si può essere amici per sempre anche quando le feste finiscono e si rompono gli incantesimi». È uno stralcio di una canzone dei Pooh, un gruppo che lui amava tanto: «Le loro canzoni sono bellissime, da sentire con una persona speciale», mi confidava. Tu, Massimo eri speciale, lo eri per me e tutti quelli che ti hanno conosciuto. Ciao, amici per sempre.

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