SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ogni pretesto è buono, direbbero i benpensanti nel vedere un gruppo di studenti marinare la scuola in una giornata di sole ottobrino. «Pochi ma buoni», si legge su un lenzuolo messo davanti l’ingresso a mo’ di tazebao. Pochi ma buoni perché?

Perché non sono in tanti a protestare per una ragione che i coraggiosi contestatori del Liceo Scientifico ritengono giusta: una gita in Sicilia che a loro dire non sarebbe servita a nulla – «né ad imparare cose nuove, né tantomeno a divertirci», dicono – e che per di più sarebbe costata troppo: 400 euro. Ragazzi «mandati all’avventura, anzi allo sbaraglio» in 170 e con problemi organizzativi e logistici: «5 chilometri per un gelato».

A condizione che ciò corrisponda al vero, una protesta abbastanza comprensibile.

Meno condivisibili, ci sembrerebbero invece le lagnanze di alcuni che avrebbero peferito mete come Praga o Barcellona se fossero finalizzate solo alla ricerca di «discoteche a 5 piani» e magari pure di emozioni o trasgressioni “no buone”.

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