SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per alcuni giorni le acque del torrente Albula sono state più torbide e maleodoranti del solito a causa di un guasto nel depuratore idrico di Acquaviva. Ma oggi il problema è stato risolto dalla fonte ed è in corso la bonifica del torrente.

Gli scarichi fognari provenivano da una Cantina sociale della città della Fortezza, hanno mandato in tilt il depuratore acquavivano e sono arrivati alla foce provenendo da un affluente dell’Albula, il Fosso degli Zingari. Da ieri il Comune di San Benedetto sta bonificando il tratto urbano del torrente per mezzo di un metodo biologico che utilizza gli enzimi. Le acque fognarie non arrivano più a valle perché sono state bloccate mediante una grata sul Fosso degli zingari e convogliate al depuratore idrico di San Benedetto.

La fonte dell’inquinamento è stata scoperta da un controllo dell’Arpam (l’Azienda regionale per la protezione dell’ambiente) avvisata dalla Polizia Municipale di San Benedetto. Alle 19 di giovedì 12 ottobre sono stati comunicati i risultati dei controlli sull’acqua. La concentrazione di batteri fecali coliformi presso la foce era 64 volte superiore al valore limite, mentre nel Fosso degli zingari la concentrazione era maggiore di circa un terzo.

A quel punto il sindaco Giovanni Gaspari ha inviato un fax al sindaco di Acquaviva e al Ciip (cicli idrici integrati piceno), che gestisce il depuratore guasto. Il primo cittadino ha esortato i diretti interessati al pagamento delle spese di bonifica e alla riparazione del danno al depuratore nel minor tempo possibile.

L’inquinamento da batteri fecali coliformi non è letale per l’uomo, ma senza l’opera di bonifica il sindaco avrebbe dovuto prendere provvedimenti drastici, come il divieto alla balneazione su un’area della spiaggia e il divieto di accesso nell’alveo del torrente.

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