GROTTAMMARE – Il centrodestra grottammarese è rimasto al palo? No, è più corretto dire che è rimasto al Fish, l’ittiturismo di Elvio Mazzagufo, marito della vicesindaco Costanzo. Dopo due anni di battaglie, è arrivata infatti l’archiviazione del Tribunale di Fermo per insussistenza del reato di abuso di ufficio, contestato alla maggioranza per aver fatto costruire il manufatto del Fish troppo a ridosso della battigia.

Dovrebbe essere la parola fine a questa vicenda (anche se altre discussioni sono in atto per le autorizzazioni amministrative). Dovrebbe essere la parola fine soprattutto perché tanti sono i problemi dei cittadini grottammaresi, come in tutte le città italiane, che pare poco chiara la strategia della Casa delle Libertà, fossilizzata su questo ittiturismo che adesso è ancora, volontariamente, chiuso.

Già su di Riviera Oggi (sul n. 645 e sull’attuale in edicola, il 647) avevamo strigliato la coalizione formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udc ad essere più incisiva. L’ultimo intervento che ricordiamo, infatti, risale ai primi di settembre, sulla questione dei ritardi per l’apertura della nuova piscina. Poi il nulla, ad eccezione della prevedibile risposta sul Fish.

Silenzio assoluto persino sulle disgrazie degli avversari: l’assessore della Margherita, Falasca, si è dimesso, aprendo una crisi nella Giunta Merli dopo anni di monolitismo nel centro-sinistra, e cosa fa l’opposizione? Nulla, se non scrivere che «Falasca si è dimesso anche per dei contrasti sul Fish». Ecco, il nostro consiglio per il centrodestra grottammarese (di cui, comunque, per dovere di cronaca, riportiamo di seguito l’intero comunicato), è di essere meno Fish-centrico e di tenere sulle spine la maggioranza su tanti altri aspetti: certo, la piscina, ma anche le politiche urbanistiche (è giusto o no che gli abitanti e le case di Grottammare continuino ad aumentare di anno in anno?), la tutela dell’ambiente (se a San Benedetto le polveri sottili impongono la chiusura del traffico, lo stesso si dovrà fare a Grottammare), le politiche industriali, la programmazione turistica, la capacità di ipotizzare una sempre più stretta collaborazione con il comune di San Benedetto (è impensabile che San Benedetto opti, ad esempio, per il traffico passeggeri e merci nel porto senza ascoltare Grottammare, che dovrebbe sorbire il carico dei mezzi sul proprio lungomare! Proprio per questo serve la città-territorio).

Di questo passo, altrimenti, di cosa si parlerà alle prossime elezioni? Ancora del Fish? Facile prevedere la reazione degli elettori. Di seguito il comunicato integrale.

Rischiamo di essere noiosi, ma continuiamo a ribadire il seguente concetto: se Fish non diventerà mai ristorante, noi consiglieri di minoranza, non avremo nessun tornaconto, avremo fatto solo il nostro dovere.

Se accadrà il contrario, la vice sindaco (del partito dei Verdi) ed il consorte, con poco più, del costo di una marca da bollo, avranno ottenuto un concessione demaniale sulla quale, in barba al credo ambientalista dell’amministrazione, è stato realizzato un manufatto a picco sul mare. Abbiamo appreso dalla stampa che dopo aver ipotizzato il reato di abuso d’ufficio, la magistratura ha archiviato il caso, rispettosi dell’operato della Procura della Repubblica di Fermo ci riserviamo eventuali osservazioni ed azioni, non appena avremo la possibilità di vagliare gli atti. Nel frattempo ci rimane alquanto difficile capire tutta l’euforia della maggioranza nell’apprendere l’archiviazione.

Il fatto che per legge, non si sia dimostrato il reato di abuso d’ufficio, non cancella una realtà a dir poco incredibile, Fish è l’unico manufatto della nostra città realizzato a picco sul mare, grazie ad una deroga approvata dal consiglio comunale, che proclama continuamente di essere ambientalista. Le dimissioni dell’assessore all’urbanistica che nella vicenda era politicamente il più coinvolto, la dicono lunga, e siamo certi che fra i motivi politici che lo hanno portato ad uscire dalla Giunta il più pesante è proprio Fish. Alla domanda: non sarà reato ma è giusto? Probabilmente anche Franco Falasco Zamponi ha dato la nostra stessa risposta.

I fatti hanno palesato che era chiara intenzione della sig.ra Costanzo e suo marito fare attività di ristorazione nella concessione demaniale, rilasciatagli dal Comune per la pescaturismo. Un’altra verità incontestabile è che la maggioranza ha assecondato questa manovra, non ha voluto immediata chiarezza sulla ristorazione, e ha iniziato subito a difendere la Costanzo usando contro di noi i peggiori appellativi.

Grazie alla nostra determinazione davanti ad un’ingiustizia tanto grave, sono partite le verifiche, e guarda caso chiedendo il parere al Ministero ed alla Regione, viene fuori che non è possibile fare un ristorante su una concessione di pescaturismo. Fish sotto le mentite spoglie di pescaturismo di fatto doveva essere un ristorante, la prova lampante è che, appena le autorità competenti hanno ordinato di cessare la somministrazione di vivande e bevande, la sig.ra Costanzo e famiglia hanno deciso di chiudere, in quanto evidentemente poco interessati all’attività di pescaturismo.

Il comportamento tenuto dai consiglieri di maggioranza in questo ultimo anno, ci appare poco equilibrato e responsabile, alcuni esponenti che in passato erano paladini della morale e della giustizia oggi ci tacciano di essere dei persecutori politici, la veemenza delle parole usate contro di noi ci lascia pensare che tanta incoerenza sia generata dal fatto che ormai ciascuno di loro abbia il suo Fish da difendere.

Firmato: Raffaele Rossi, Roberto Marconi, Maria Grazia Concetti, Filippo Olivieri, Mariano Ascani, Daniele Voltattorni, Francesco Palestini

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