SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Guido Ugolotti, nuovo allenatore della Samb, è arrivato intorno alle 10,30 presso la sede rossoblu. E’ rimasto chiuso nelle stanze degli uffici del Riviera delle Palme, assieme al direttore sportivo Peppino Pavone e al presidente Gianni Tormenti, per quasi un’ora.

Si è presentato alla stampa e alla ventina di tifosi presenti intorno alle 11,30. Abito scuro, aria quasi da professore con un paio di occhiali a penzoloni sul collo, l’ex allenatore delle giovanili della Roma ha parlato per circa 45 minuti con fare posato ed un flemma invidiabili. Ha mostrato peraltro un’invidiabile tranquillità nell’avvicinarsi a una sfida che, almeno sulla carta, appare molto difficile.

PERCHE’ UGOLOTTI Il primo a prendere la parola è stato il diesse Pavone, il quale ha asssicurato: «Ugolotti è l’uomo giusto per noi, ha voglia di emergere e lo abbiamo scelto perché viene da otto anni nelle giovanili oltre che in piazze quali Gela e Acireale, esperienze difficili da gestire, nelle quali ha comunque fatto bene, specie se pensiamo alle contingenze che ha dovuto affrontare. Rinforzi? Prima abbiamo deciso di valutare l’organico a disposizione, poi faremo il punto. Sono convinto in ogni caso che questa squadra ha margini di miglioramento notevoli».

«CONFIDO NEL LAVORO» E allora ecco le prime parole di Ugolotti da nuovo tecnico della Samb Calcio: «Di questa squadra conosco Tinazzi. Lo scorso anno ad Acireale avevo la squadra pù giovane del girone con alcuni “anziani” presi nel corso del campionato. Sono convinto che la qualità c’è, ho fatto otto anni a Roma e mi sono sempre chiesto poi come mai i ragazzi non riuscissero a fare campionati professionistici di buon livello. So che con i giovani occorre lavorare a fondo, ma questo gruppo ha delle qualità, conosco alcuni nomi. Sono giocatori giovani ma devono fare delle esperienze, io ho le mie idee, non nascondo che ci sono delle difficoltà, si confida sul lavoro, sull’entusiasmo e la crescita. Ho chiesto alla società di lasciarmi lavorare perchè sono convinto che si possa fare sempre meglio. Lo scorso anno ad Acireale abbiamo vinto cinque volte fuori casa in un campionato difficile, partendo dal nulla».

«QUESTA SAMB HA DELLE POTENZIALITA’» «Sono convinto che questi giovani hanno delle buone potenzialità. Domenica scorsa invece ho visto una squadra più equilibrata, capace di soffrire, che ha giocato una discreta partita interpretandola correttamente sia sotto il profilo tattico che caratteriale. E’ la conferma che lavorando su determinati aspetti si può fare bene. Credo che occorrerà lavorare soprattutto sull’aspetto temperamentale. Alcuni calciatori comunque hanno confermato che ci sono delle qualità. E’ logico dover pazientare, ma dobbiamo valutare l’organico e lo stato fisico della squadra: in questo momento fare delle cose radicali non ha senso, muovere la classifica è la cosa più importante. Non è nel mio stile chiedere rinforzi dopo aver visto questa squadra perdere 5-1».

UGOLOTTI E IL MODULO «Il mio modulo? I numeri non sono importanti, non ci ho mai fatto caso, piuttosto valuto prima quelle che sono le caratteristiche del gruppo che ho a disposizione. Non sono uno che si fissa sul modulo da adottare. Ad Acireale mi sono adattato agli avversari e ai miei ragazzi. Domenica scorsa ho visto una squadra molto più equilibrata rispetto alle prime uscite, lo scorso anno in Sicilia abbiamo modificato molto, dipende dall’organico, dalle qualità, dagli avversari. Io non mi fisso con un modulo».

«LA SOCIETA’ MI HA CHIESTO LA SALVEZZA» «Bisogna guardare partita per partita, l’obiettivo è quello di salvarci, questo mi ha chiesto la società. Dobbiamo lavorare giorno per giorno. So che nel calcio la pazienza non esiste, occorre fare subito risultato e cercheremo di cominciare sin da Giulianova, domenica prossima. Ero a Salerno non per contatti con la società, ma perché sono solito vedere moltissime partite. Se guardiamo gli organici messi da altre squadre c’è da avere paura, ma lo scorso nno ad Acireale abbiamo fatto 0 punti nelle prime tre partite, con una squadra partita dal nulla, poi abbiamo raccolto 12 partite consecutive».

«CONVINTO DALLA POSSIBILITA’ DI LAVORARE COI GIOVANI» Cosa mi ha convinto? La società, la possibilità di mettermi a lavorare con i giovani, e l’entusiasmo di questa piazza che conosco per averci giocato. Il mio secondo è Fabio Andreozzi, era con me a Gela (Vagnini resta preparatore atletico, ndr). Rinforzi? Non posso dare giudizi da fuori, io so che qui ci sono calciatori che possono dare di più».

«DOBBIAMO CONOSCERCI» «Questa settimana mi interessa fare una seduta di allenamento tra di noi, dalla prossima faremo amichevoli. In questo momento occorre essere duri su tutto, sia a livello di condizione fisica, e alcuni concetti da esasperare un po’, perché una squadra giovane deve essere messa bene tatticamente. Io ho miei concetti, e credo che vadano recepiti e pian piano messi in pratica. Alcune cose che ho visto non mi stanno bene, non credo di chiedere cose impossibili. Non siamo qui per cambiare ruolo ai giocatori. Certi rischi meglio prenderli in altre zone del campo, non in difesa. Se poi vedo delle caratteristiche dei calciatori mi adatterò».

GRAZIE CHIMENTI Simpatico siparietto tra l’allenatore spezzino e il team manager Chimenti, il quale ha appena svestito i panni di “traghettatore” rossoblu. «Ha il cuore rossoblu – ha detto Ugolotti – e credo che abbia fatto una grande cosa. Lo debbo ringraziare: ha fatto le scelte giuste, gliel’ho detto pubblicamente, non era facile gestire un 5-1 e un solo punto in cinque partite. In più ha saputo trasmettere la giusta grinta al gruppo e, mi ripeto, non era certamente facile»

«QUESTA E’ LA PIAZZA CHE OGNI ALLENATORE SOGNA» «Lo scorso anno abbiamo fatto 15 punti all’andata, 27 al ritorno (io sono stato richiamato a gennaio). Potevo restare con un occhio al bilancio, non avevamo numeri per un programma diverso, con calciatori della Serie D: la prima gara era contro il Napoli, e la squadra è stata fatta il giovedì. Ad Acireale c’era la sensazione che tutti avevano voglia di scappare: qui ho notato la serietà delle persone che sono alla guida della squadra: giovani, gente che non aveva mai fatto la categoria. Sono convinto che questi ragazzi hanno le qualità: fargli capire che sono giovani ma professionisti, assumendosi le proprie responsabilità in un campionato importante e in una piazza importantissima. So che da San Benedetto sono venuti fuori allenatori importanti, so che ci saranno delle difficoltà, ogni allenatore vorrebbe venire a San Benedetto, non entro nel merito di chi non avrebbe accettato. Io sono qui per fare il mio lavoro».

UGOLOTTI GIOCATORE: A SAN BENEDETTO CON AREZZO E CAMPOBASSO «Ho giocato al Riviera delle Palme con l’Arezzo, e al Ballarin con il Campobasso. Io quando giocavo nel settore giovanile della Roma, avevo un compagno che non riusciva a battere il fallo laterale perché da dietro con l’ombrello glielo impedivano. E’ vero, ho collaborato con la Roma che vinse lo scudetto nel 2001: nella Roma dello scudetto feci l’allenatore in seconda di Capello, nella Roma dello scudetto, e facevo l’osservatore per le partite avversarie. Ho fatto due mesi e mezzo ad altissimo livello, quando la Roma ha vinto lo scudetto».

«SAN BENEDETTO NON E’ ACIREALE» Interpellato sulle pressioni che una piazza come San Benedetto mette addosso ad un allenatore, Ugolotti se l’è cavata replicando: «Certo, l’Acireale è una piazza che non ha molto seguito, ma dal momento in cui sono uscito dal settore giovanile ho lavorato in Serie C: quando mi hanno chiesto di andare a Gela, sono partito senza problemi. San Benedetto è una grande scommessa. La classifica? E’ già delineata ma siamo all’inizio. In Serie C serve continuità, a partire dalla trasferta di domenca e poi dal doppio turno in casa. Domenica scorsa in ogni caso è stato fatto un grosso passo avanti».

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