SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In vista dell’approvazione, annunciata entro la fine dell’anno, del “Piano regionale dei porti”, si è svolto stamattina un incontro nella sala giunta del Comune, durante la quale l’amministrazione ha fornito alcune indicazioni.
«Quello del porto è un problema che intendiamo affrontare di petto», ha assicurato il sindaco Gaspari al dirigente regionale del settore “Demanio, porti e lavori pubblici” ing. Giorgio Occhipinti e ai rappresentanti della Capitaneria di porto (Capitano di corvetta Angelo Dossi), del Genio civile opere marittime di Ancona (ing. Francesco Valenza e ing. Giovanni Caputo), della Camera di commercio di Ascoli Paolo Perazzoli. All’incontro erano naturalmente anche presenti i tecnici comunali, tra i quali il dirigente del settore Assetto del territorio Germano Polidori e l’arch. Luigina Zazio.
Il sindaco ha portato l’esempio delle recenti trasformazioni avvenute in città come Genova, per sostenere che il porto di San Benedetto dovrà assumere un’importanza crescente nella vita della città. Gli obiettivi forniti potrebbero essere raggiunti anche attraverso l’attuazione del “Piano regolatore del porto” attualmente vigente, che risale al 1968, fu approvato definitivamente nel 1985 ed è poi stato modificato nell”88 onde consentire la realizzazione della nuova darsena turistica. Non è quindi esclusa la realizzazione di un terzo braccio del porto, a nord dell’attuale.
Nel breve termine, ad ogni modo, è confermato il dragaggio di 70 mila metri cubi di sabbia, che partirà nei prossimi mesi, per la sicurezza delle imbarcazioni e il ripascimento della spiaggia. Quanto alla realizzazione del già noto pontile perpendicolare all’attuale molo nord, dal Genio civile fanno sapere che è tutt’ora in fase di “progettazione”.
Andranno quindi potenziate sia le funzioni “produttive” (è stato ricordato che la marineria della regione Marche resta la seconda d’Italia dopo quella siciliana, che San Benedetto ospita ormai circa 30 imbarcazioni provenienti soprattutto da Puglia e Sicilia, mentre l’industria locale della trasformazione dei prodotti ittici è tuttora la prima della penisola, al punto che si deve ricorrere all’importazione di pesce), sia commerciali (con le autostrade del mare, per decongestionare il traffico stradale), sia infine turistiche, stabilendo un collegamento con la Croazia.
Inoltre, in base a quanto discusso recentemente con i sindaci delle città costiere da Giulianova a Porto Sant’Elpidio, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale il porto di San Benedetto dovrà assumere sempre più una valenza comprensoriale.
Il sindaco ha infine ricordato che già nel corso di un primo colloquio informale i rappresentanti della “Nomisma spa”, l’azienda capofila tra quelle incaricate di realizzare lo studio di fattibilità di una “Società di trasformazione urbana” (Stu) per il porto, avrebbero mostrato scetticismo sull’adeguatezza di un tale strumento di collaborazione pubblico-privata per la trasformazione di quell’area. Ad ogni modo, un prossimo incontro tra il sindaco e i rappresentanti della Nomisma, come già annunciato nei giorni scorsi, si svolgerà in Comune giovedì 5 ottobre alle ore 17,30.

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