SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il presidente della Provincia Massimo Rossi è molto bravo a pontificare sui ponti e ad accusare il centrodestra di terrorismo psicologico». La frase è di Pasqualino Piunti, che ha illustrato alla stampa l’interrogazione che presenterà nel prossimo consiglio provinciale e che riguarda i ritardi nella progettazione del nuovo ponte ferroviario sul fiume Tronto. Il ponte della ferrovia rappresentò il “tappo” che causò l’alluvione del ’92, impedendo all’acqua del fiume in piena di defluire in mare e deviandola verso la zona ovest di Porto d’Ascoli. E’ stato calcolato che, per eliminare l’effetto tappo, la campata del ponte (la sua apertura) deve essere ampliata dai 70 metri attuali a circa 180 metri.

Nella sua veste di consigliere provinciale, Piunti ottenne una prima spiegazione da Renzo Offidani, assessore alla viabilità della Provincia, ente preposto alla realizzazione di questo tipo di infrastruttura. Questi, con una risposta datata 20 ottobre 2005, spiegò che la progettazione proseguiva con difficoltà a causa della necessità di un continuo confronto tecnico con le Ferrovie dello Stato. La modifica del tracciato ferroviario, la verifica idraulica per la sistemazione degli argini e la riprogettazione delle campate sono stati gli ostacoli più forti per l’approvazione del primo progetto preliminare proposto dalla Provincia. Offidani e Massimo Rossi espressero la speranza di presentare i progetti definitivi entro dicembre 2005.

Così non è stato, per la persistenza dei motivi tecnici citati poc’anzi. Piunti ora incalza la Provincia, chiede il motivo dei ritardi (tramite un’altra interrogazione) e invita Provincia e Regione a coinvolgere anche il sottosegretario Pietro Colonnella.

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