PINETO – Tentato omicidio, furto, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e possesso di banconote contraffatte. Questo il poco invidiabile ‘fardello’ di accuse contestate a quattro pregiudicati protagonisti ieri mattina di un movimentato inseguimento a Pineto. Tutto è iniziato alle 13: una pattuglia del Comando dei Carabinieri di Pineto, che stava effettuando un posto di blocco lungo la Statale 16, ha intimato l’alt ad una Fiat Punto che stava percorrendo l’Adriatica in direzione sud. In un primo momento il conducente sembrava voler rispettare all’ordine ma giunto ormai vicino ai militari, improvvisamente ha accelerato dirigendosi contro il Comandante della Stazione tentando d’investirlo per guadagnare la fuga.

La prontezza di riflessi dell’ispettore ha scongiurato il peggio: il militare, infatti, è riuscito ad evitare l’auto gettandosi a terra. Nell’impatto è rimasto lievemente colpito alla spalla destra, con lesioni giudicate guaribili in pochi giorni. Nonostante la concitazione, i carabinieri sono riusciti a prendere il numero di targa dell’auto in fuga, accertando così che la vettura era stata rubata nella notte tra il 1 e il 2 settembre ad Ascoli Piceno.

Immediatamente sono state allertate tutte le pattuglie della zona per cercare di bloccare la Fiat Punto. Trascorsi pochi minuti, i militari della Stazione di Silvi Marina sono riusciti ad intercettarla lungo la Statale 16. Tutti gli occupanti del mezzo, dopo essere scesi dal mezzo con dei borsoni in spalla, si sono scagliati contro i carabinieri operanti: ne è nata una violenta colluttazione, a conclusione della quale gli uomini dell’Arma hanno bloccato i malviventi.

Gli occupanti dell’auto, tutti originari della provincia di Ascoli e con precedenti per droga, sono stati identificati: il conducente, Gianni Seghetti, 33enne residente a Monteprandone, che il mese di agosto scorso era stato scarcerato grazie all’indulto, Emanuele Testa, 38enne residente di Force, Jole Marafini, 25anni, di Controguerra e Gildo Civita, 42enne di Ascoli.

I militari hanno rinvenuto in loro possesso e all’interno dell’auto rubata sei telefoni cellulari di varie marche, un ricevitore satellitare, otto sim card, materiale ed attrezzature da officina, due HI-FI e altri oggetti. Gran parte del materiale rinvenuto è risultato poi rubato. Inoltre, al conducente dell’auto sono state sequestrate banconote contraffatte da 20, 10 e 5 euro.

Per tutti e quattro si sono spalancate le porte del Carcere di Teramo con l’accusa di concorso in ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e spendita di monete falsificate (accusa, quest’ultima, non a carico del 42enne Gildo Civita). A Gianni Seghetti è stato contestato anche il reato di tentato omicidio, per aver cercato d’investire il Comandante dei carabinieri di Pineto che gli aveva intimato l’alt.

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