SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chiamatelo pure Chimenti tris. Ci riferiamo al 2006, ovviamente. A distanza di pochi mesi dalla splendida, miracolosa, soffertissima – quanti aggettivi per colorire l’exploit di Zanetti e soci – salvezza dello scorso maggio, Lu Bomber torna in sella.
Dato il benservito ad Alessandro Calori, dopo la quarta sconfitta in cinque partite, la famiglia Tormenti si affida al team manager rossoblu, chiamato nel corso della stagione passata in ben due circostanze. In febbraio, subito prima la trasferta di Fermo, e a fine marzo, dopo le dimissioni lampo di Maurizio Simonato.
Allora Chimenti accettò l’incarico con grande entusiasmo, stavolta il quadro pare per il grande rispetto leggermente diverso. «Ero tentato di non accettare la proposta dei Tormenti – ammette candidamente il neoallenatore della Samb – Semplicemente per il profondo rispetto che nutro nei confronti di mister Calori, il quale reputo una persona molto seria e corretta. Perché ho cambiato idea? Perchè la Samb è la Samb, per il sottoscritto rappresenta tanto, non potevo e non potrò mai tirarmi indietro, nonostante lo stress che comporta un simile incarico, alla mia età, non è più così semplice da sopportare».
Viva la sincerità. Anche quando aggiunge, senza tanti giri di parole: «E’ una soluzione temporanea. Cercherò comunque di fare del mio meglio, la squadra ora ha bisogno di serenità. Per trovarla, è ovvio, domenica contro il San Marino serve una vittoria».
A Fermo, all’esordio, fu subito successo. I tifosi si augurano avvenga, pure stavolta, la stessa cosa. Il tutto in attesa delle prossime mosse della famiglia Tormenti.
«Il nuovo tecnico – ha concluso Chimenti – potrebbe anche arrivare prima di domenica».

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