SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Formalmente è ancora esecutiva, non è ancora stata annullata ma solo verificata dal Collegio dei revisori dei conti del Comune. Stiamo parlando della delibera approvata lo scorso 12 settembre con la quale il Comune vende alla Picenambiente l’immobile di contrada Monte Renzo 25 che ospita l’attuale sede dell’azienda e la rimessa dei mezzi pesanti. L’importo dell’operazione previsto in 829.589 euro era stato giudicato troppo basso secondo il consigliere di An Giorgio De Vecchis, le cui argomentazioni hanno convinto il sindaco Gaspari a ordinare una verifica sulla congruità dell’atto. I revisori dei conti hanno consigliato un’ulteriore stima del valore dell’immobile, l’ennesima. Dopo lo studio da parte del settore Lavori Pubblici, il nuovo valore stimato sarà discusso in consiglio comunale e, eventualmente, verrà modificata la delibera.

Nel corso del consiglio comunale di ieri 29 settembre, De Vecchis ha reso noti alcuni dati precedentemente non citati e che riguardano tutte le stime fatte in passato sul valore dell’immobile. Dalle sue ricerche risulta che c’è una prima perizia che risale al 1999. La stima venne fatta con lo scopo di determinare il canone di affitto annuo dovuto al Comune da parte della Picenambiente e considerava già lo stato di conservazione dell’immobile. Il canone d’affitto, spiega De Vecchis, era già subordinato allo stato d’uso dell’immobile e perciò il Comune non è tenuto a pagare i lavori di manutenzione straordinaria. Ma gli atti successivi sembrano contraddire questo concetto.

Nel testo della delibera approvata il 12 settembre, infatti, si dice che il valore stimato dell’immobile è di 980.000 euro, che l’importo per i lavori di manutenzione è pari a circa 150.000 euro e che il Comune perciò potrà incassare dalla cessione la somma pari alla differenza fra le due cifre, cioè 829.589 euro. Uno dei presunti errori contenuti nell’atto, dunque, è proprio questa attribuzione di oneri indebiti al Comune.

Nel 2003 ci furono ulteriori stime dell’immobile fatte dal Comune e, cosa importante, anche dalla Picenambiente stessa, che nel corso degli ultimi anni ha pagato un canone di affitto annuo di 48.000 euro. De Vecchis ha preso visione di questa stima presso gli uffici della società e ha reso note alcune cifre. Secondo la Picenambiente, futuro acquirente dell’immobile, il valore dell’area è pari a 153.000 euro, l’edificio ne vale 984.000, cifra a cui va sottratto il 10% (98400 euro) come coefficiente di vetustà. Risultato: 1.038.600 euro.

La sede della Picenambiente si trova nel quartiere Ragnola, in una zona dalla classificazione urbanistica “T”, destinata a servizi specifici e sottoposta ad almeno quattro vincoli di tutela integrale. Tre di essi sono presenti da anni e le prime stime ne tengono conto, il quarto (il vincolo idrogeologico del Pai) c’è dal 2005 ed è determinato dalla vicinanza di un torrente. Ma questi vincoli non inciderebbero sul deprezzamento dell’immobile.

In conclusione, secondo De Vecchis, la delibera deve essere ritirata subito perché viziata da errori di forma e di sostanza. Il sindaco Gaspari ha affermato che si farà garante della massima trasparenza, nel rispetto degli interessi economici del Comune e della correttezza e veridicità nell’operato della pubblica amministrazione .

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