SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Sono decisamente stupito della presa di posizione di Forlì nei confronti dell’attuale giunta, soprattutto dopo l’ultima sessione di interrogazioni, che mi è sembrata utile ed esauriente. Ritengo quindi opportuno sottoporre all’attenzione dei lettori alcune precisazioni».
Comincia così la replica di Daniele Primavera, capogruppo consiliare di Rifondazione comunista, all’intervento di Paolo Forlì sull’inadeguatezza e l’incompatibilità di due assessori della Giunta Gaspari. La pubblichiamo integralmente avvertendo i lettori e i politici diretti interessati che una volta concessa una “botta” e una “risposta” ad una qualsivoglia polemica più o meno sterile da qualcuno sollevata, poi – d’ora in avanti – interromperemo ogni successivo ping-pong sul medesimo argomento, a meno che non si tratti di problemi seri e concreti che interessino direttamente i nostri lettori e l’opinione pubblica in generale.
D’altra parte lo stesso Primavera, nell’inviarci la nota che segue ha saggiamente premesso: «Sarebbe saggio limitare le pubblicazioni per consigliere. Se tutti e trenta facessero come fa qualcuno, vi ci vorrebbero 40 pagine al giorno…».
Ecco dunque cosa ci scrive Daniele Primavera.


A proposito dell’assessore Emili, ha ben risposto il Sindaco, il quale ha sottolineato come nel passato situazioni molto compromettenti siano state del tutto ignorate dal consigliere Forlì, che oggi appare invece particolarmente interessato ai criteri di compatibilità. Senza eludere l’interrogazione, tuttavia, il sindaco ha ben distinto il piano legale, per il quale non sussistono dubbi, da quello legato all’etica politica, per cui tracciare una linea di demarcazione appare senz’altro più complesso; ha inoltre chiesto un sistema di valutazione dell’incompatibilità che sia condiviso e valido sempre, non solo quando Forlì è in minoranza. Mi pare una risposta limpida, che dovrebbe spegnere le polemiche, a meno che queste non siano sollevate da qualcuno che ha ansia di apparire su qualche testata locale, al solo fine di riscattarsi dalla bruciante sconfitta elettorale della sua coalizione.
A proposito dell’assessore Canducci, invece, i fatti parlano da soli: di inadeguato c’è stato solo il comportamento di Forlì il quale, per tutta risposta alle legittime e civili parole dell’assessore, si è espresso con parole e modi non degni di un rappresentante civile e democratico, tanto da essere stato richiamato all’ordine più volte dal presidente del consiglio.
Che si sia sentito offeso da una spiegazione chiara e che abbia perso il controllo al punto da insultare l’assessore, pubblicamente e in una sede ufficiale per la quale è dovuto il rispetto, non è in alcun modo giustificabile. Grande maturità umana e politica ha dimostrato invece Canducci a non raccogliere in alcun modo le provocazioni, permettendo una rapida risoluzione della bagarre. Che poi Forlì persista nelle polemiche sterili, ne riduce, purtroppo, la credibilità.
Tra l’altro, dato che Forlì tenta di accreditarsi – rigorosamente a mezzo stampa – come un portatore di iniziative utili, mi chiedo come mai, nonostante io abbia proposto già due mesi fa di discutere di un regolamento per la tutela degli animali coerente con la sensibilità che il consigliere sostiene di avere, dopo aver insistito per discutere in consiglio la questione sembra averla completamente dimenticata. Questo comportamento, purtroppo, fa sorgere il dubbio che certe iniziative siano funzionali alla sola apparenza, ed è un vero peccato per la nostra città.

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