SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il presidente della Provincia Massimo Rossi la reputa una risorsa strategica per il futuro dei nostri posteri, Nazzareno Torquati del Cerf Pesca (Consorzio europeo di ricerca e formazione) ne parla in termini di “miniera d’oro non sfruttata”. Si tratta del mare Adriatico e delle sue risorse ittiche. La gestione sostenibile e innovativa delle attività di pesca è infatti l’argomento di una serie di quattro seminari che si terranno dal 7 ottobre al 4 novembre. Sono organizzati dalla Regione Marche, dalla Provincia e dal Comune di San Benedetto e sono aperti a ricercatori, amministratori pubblici, operatori dell’industria e della marineria.

«Manca una politica nazionale del mare – afferma Nazzareno Torquati – la Regione non ci ha concesso un importante finanziamento per i nostri progetti di ricerca sulle reti selettive e sulla pesca non invasiva nella zona costiera». E aggiunge: «Il mare, però, è potenzialmente una grande risorsa a livello professionale ed economico. Abbiamo il dovere di creare nuove competenze, sia per uscire dalla crisi attuale del settore ittico nel medio Adriatico, sia per creare un futuro per i giovani». Torquati ha rilevato la gravità della crisi della marineria sambenedettese, la caduta esponenziale nelle iscrizioni alla “Gente di Mare” e la demolizione di sempre più numerosi pescherecci.

Crisi che si accompagna all’impoverimento di tutto il territorio provinciale, che si avvia a smembrarsi con la “secessione” del fermano. «Lo scopo di questi seminari è incoraggiare la ricerca scientifica: insieme all’istituto Asteria stiamo preparando delle schede di valutazione sull’accrescimento delle specie ittiche, sulla loro distribuzione nel medio Adriatico, sulle aree di ripopolamento e sull’introduzione del sistema delle quote minime». Quote minime, specifica, già usate in Argentina per i gamberi: per tre anni vengono pescati in quantitativi ridotti, la specie ha così il tempo di seguire il proprio ciclo di riproduzione naturale e la popolazione si decuplica.

La ricerca deve andare di pari passo con l’intelligente lavoro delle istituzioni pubbliche e con la formazione degli esponenti della marineria. Il Cerf, la Provincia e il Comune si impegneranno a creare un’agenda strategica condivisa, con lo scopo di ottenere i finanziamenti comunitari e promuovere la ricerca. Ecco la dichiarazione di intenti di Massimo Rossi: «Il mare è una risorsa imprescindibile per questo territorio, ci muoveremo su due assi. La diffusione dei saperi, perché ogni attività che si sviluppa deve essere portatrice di cultura, e la qualità territoriale». Il presidente della Provincia fa riferimento al Parco Marino del Piceno, alla riprogettazione dell’attività di pesca e all’innovazione tecnologica, nella pesca ma anche nell’agricoltura. Il tavolo di lavoro con operatori e istituzioni già esiste e, assicura Rossi, lavorerà intensamente nel prossimo futuro. «C’è in ballo la competitività economica e l’eredità da lasciare ai nostri posteri. Innovazione sostenibile, cultura e formazione. E’ l’unica strada per uscire dalla crisi».

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