SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un piano di assetto idrogeologico anche per il Paese Alto? L’Autorità di Bacino Regionale delle Marche valuterà la proposta di inserire il vecchio incasato nelle zone a rischio idrogeologico. Se la proposta verrà accolta, si potrà usufruire di importanti finanziamenti per la difesa del suolo e per interventi di salvaguardia che il Comune da solo non può neanche immaginare di poter finanziare. Logicamente il nuovo status della zona imporrebbe tutta una serie di vincoli urbanistici e di oneri.

L’idea è venuta all’assessore Paolo Canducci, che ha dato mandato agli uffici tecnici comunali di elaborare uno studio sulla tipologia di interventi necessari per mettere in sicurezza il reticolo di grotte e camminamenti che si sviluppa sotto il vecchio incasato. Una groviera che preoccupa per il rischio di cedimenti del suolo e quindi degli edifici. E’ stata già studiata sotto il punto di vista geologico negli anni ’90, sia tramite perforazioni che tramite georadar, con questo risultato: il Paese Alto di San Benedetto ha seri problemi di instabilità strutturale, è serio – ma non al livello di allarme rosso – il rischio di crolli e smottamenti, che peraltro hanno già avuto luogo senza originare danni gravi alle persone. Via dei Bastioni e Contrada Marinuccia ne sono gli ultimi esempi. Si può dire che i tecnici sanno perfettamente cosa c’è lì sotto, ma non sanno ancora altrattanto bene che tipo di interventi progettare e che tipo di possibilità ci sono per aumentare la sicurezza.

Ora l’Ufficio Assetto del Territorio del Comune verificherà dunque analiticamente il piano di interventi. Poi la palla passerà al campo delle valutazioni politiche. Bisognerà decidere se affidare il Paese Alto all’egida di un piano di protezione per trovare i canali di finanziamento. Da parte dell’Autorità di Bacino Regionale delle Marche c’è la disponibilità a perimetrare l’area sotto la classe di rischio R4, disponibilità confermata una volta per tutte dal sopralluogo di tecnici, sindaco Gaspari e assessore Canducci svoltosi lunedì mattina. Il Piano di assetto idrogeologico è stato adottato dall’Autorità regionale nel 2004 e si tratta di altra cosa rispetto al Pai che riguarda il bacino del Tronto, Piano questo che è stato adottato dall’Autorità di Bacino interregionale del Tronto. L’unico punto in comune fra i due sistemi di tutela è la loro apertura alle modifiche nel tempo e nello spazio. Sono sistemi di vincoli di tipo diverso regolati da normative suscettibili di continue variazioni e l’adozione di interventi per gestire il rischio idrogeologico può determinare anche l’addolcimento delle normative stesse. Le perimetrazioni consistono nella valutazione del rischio rispetto a un determinato territorio e anch’esse sono variabili.

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