MASSIGNANO – Successo di pubblico per l’iniziativa “Bio&Tipico in piazza”, organizzata a Massignano dal Comune stesso in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive della Provincia di Ascoli Piceno. Parecchi gli appassionati ed i curiosi che fin dall’apertura della fiera hanno preso d’assalto gli accattivanti stand, alimentari e soprattutto biologici, aderenti anche alla “filieracorta Picena”. Immancabile lo stand dedicato alla frittella di Massignano, specialità locale protagonista della conosciutissima sagra di metà agosto.
Ma tale fiera è stata anche l’occasione per un approfondimento sulla tematica della plastificazione grazie ad un convegno denominato “Grano, Farine, Pasta e Pastai” il quale ha richiamato l’attenzione di molti, anche grazie ad interventi interessanti e puntali, idonei ad illustrare lo stato del settore biologico Piceno dedicato alla pasta, in tutta la sua filiera.
Settore che soffre di una leggera crisi, dovuta soprattutto alla difficile commercializzazione della pasta biologica nostrana: “se è vero che vogliamo puntare sulla diffusione di una produzione legata ad argomenti naturali, che possano migliorare la qualità degli stessi e quindi la nostra salute, è anche vero che occorre ripensare il metodo di commercializzazione di tali produzioni – sottolineava l’Assessore provinciale Avelio MariniVi è la necessità di costituire una filiera organizzata ove i produttori tornino al centro dell’attenzione, anche commercializzando i propri beni.”
Tutti gli interlocutori della filiera produttiva presenti – da Regina Nardinocchi della Soc.Coop.Agr. VINEA a Giovan Battista Marilungo dell’Azienda La Pasta di Campofilone; da Luana Cipriani, produttrice di grano duro di Monte Giorgio al Molino Agostini di Montefiore dell’Aso – nel fornire il proprio parere favorevole verso una produzione biologica hanno sottolineato come la stessa debba essere locale, anche al fine di non aumentare il prezzo del prodotto finito, come spesso accade anche a causa degli ingenti costi di trasporto che si debbono sopportare.
La nostra pasta biologica – rimarcava Regina Nardinocchi della Soc.Coop.Agr. VINEA –  si ottiene dal grano duro di Offida per essere poi stoccata a Cossignano. La molinatura avviene poi ad Osimo e la plastificazione a Monteprandone. E’ normale che il suo prezzo sia maggiore rispetto ad altri tipi di pasta”. Ecco allora che l’abbreviazione della filiera, creandone una nostrana, diventa un fattore di successo per la produzione locale di pasta biologica. E su tale opinione si è riscontrato anche il parere favorevole del Molino Agostini, il quale intraprenderà il processo di molinatura del grano duro, affiancandolo a quello esistente di grano tenero.
Insomma, già un successo per un convegno che ha comunque fornito altri spunti interessanti quali ad esempio la realizzazione della pasta d’annata, il ripristino dei semi antichi, ma soprattutto la valorizzazione del proprio marchio di produzione: “il valore del prodotto locale è il valore della faccia del produttore” rimarcava Vincenzo Vizioli, vice-presidente nazionale di AIAB.
La fiera è poi proseguita nel pomeriggio con la mostra-mercato di prodotti biologici e tipici con percorso guidato del “Gusto Bio”, terrecotte, fischietti e le tradizionali frittelle di Massignano. Ampio spazio è stato poi dedicato ai mestieri dal sapore antico quali quello del vasaio, del cordaio, dalla macinatura del grano.
Al convegno hanno preso parte, tra gli altri sopra citati: Marino Mecozzi ed Elio Basili, rispettivamente Sindaco ed Assessore del Comune di Massignano; Luigino Quarchioni –  Presidente Legambiente Marche, Mauro Marcantoni – Direttore del Consorzio Agrario Piceno, Marco Maroni – Presidente Col diretti Ascoli Piceno; Umberto Giudici – Camera di Commercio, rappresentanti di Un Punto Macrobiotico e dell’ente certificatore Suolo&Salute.
Copia dello studio presentato sulla pasta biologica picena è disponibile sul sito www.filieracorta.org.
 
 

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