SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre punte con il 4-3-3. Un rifinitore con il centrocampo “a rombo”. Per la Samb sono arrivate comunque sconfitte, sia in Campionato che in Coppa Italia (ad eccezione del pareggio-camomilla in casa con le riserve del San Marino e la vittoria a Gubbio, contro una squadra di C2).

Eppure mister Calori insiste, predisponendo, per domenica prossima, contro il quotatissimo Foggia dell’ex Zanetti, una formazione con le canoniche due punte e un rifinitore alle spalle. Centrocampo “a rombo”, si dice. Eppure lo stesso schieramento non aveva affatto convinto domenica scorsa a Lanciano: nel primo tempo, infatti, Loviso, vertice basso del centrocampo, era apparso tremendamente isolato (come avvenuto una domenica prima). Per paradosso nella ripresa, pur con la Samb in dieci, l’ingresso di Giorgino al fianco di Loviso e uno schieramento centrale composto di quattro centrocampisti in linea, avevano permesso alla Samb di tenere meglio il campo rispetto al primo tempo, e soprattutto a Loviso di giocare ai suoi livelli.

Perchè, quindi, non schierare contro il Foggia un 4-4-2 canonico, con quattro difensori, quattro centrocampisti in linea con il solo Carlini in proiezione più offensiva sull’esterno destro, e due attaccanti, uno dei quali, Morante o Tripoli, incaricato di aiutare il centrocampo?

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