SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le voci apparse ieri su un quotidiano locale – peraltro smentite oggi sulla stessa testata – hanno creato un certo turbamento nel sindaco Giovanni Gaspari. L’eventualità di un ridimensionamento della sede Inps di piazza Massimiliano Kolbe ha fornito un assist al sindaco per lanciarsi in un messaggio chiaro, una dichiarazione di intenti che suona più o meno così: «Non si può continuare ad accentrare servizi e funzioni nel capoluogo di provincia». L’allarme di una struttura dell’Inps che “perde i pezzi” nella sua sede sambenedettese pare essere rientrato, per mezzo di una precisazione del direttore provinciale dell’ente rilasciata alla stessa testata che ieri aveva ventilato l’ipotesi. Fatto sta che il sindaco si è espresso così: «Abolire il servizio di medicina legale nella sede di piazza Kolbe significherebbe ridurre di fatto l’operatività della sede stessa. Da troppo tempo è in atto un’azione che noi non siamo più disposti a tollerare».

Gaspari si riferisce a una serie di chiusure di strutture nella nostra città in favore dell’accentramento verso il capoluogo Ascoli. Una attitudine all’accentramento che negli ultimi anni ha mietuto vittime eccellenti come l’Enel, il consorzio idrico, l’Italgas, lo sportello della Camera di Commercio di via Campania. Un ridimensionamento di servizi e strutture che stride con l’espansione economica della città delle palme.

«San Benedetto è la città più dinamica nella provincia – continua Gaspari – non può essere sottovalutata perché è in forte espansione in termini economici, di sviluppo imprenditoriale e di vivacità culturale». E’ per questo che il sindaco porta avanti la richiesta della doppia denominazione per la provincia. Una realtà Ap-Sbt che dovrebbe rappresentare l’ancora di salvezza per lo sviluppo di una provincia che entro breve sarà “mutilata” dalla separazione del territorio fermano. Strategia, questa della doppia denominazione, che anche la nostra testata sostiene caldamente.

Proprio dal dinamismo economico di San Benedetto, e non dal campanilismo, nasce l’idea di una provincia “Ap-Sbt”. Gaspari aggiunge: «Se va in porto il progetto dell’Unione dei Comuni San Benedetto sarà la città capofila di un territorio di oltre 100.000 abitanti. Oggi la città è all’avanguardia nel turismo e nell’informatizzazione dei servizi della pubblica amministrazione».

Nonostante gli strali lanciati in questo sfogo, Gaspari sottolinea l’importanza di un’apertura al dialogo con Ascoli. Apertura vuol dire tavolo di concertazione e distribuzione dei servizi nel territorio. Pesa la vicenda della “scissione” del fermano. «Non si dovrà ripetere l’errore fatto a suo tempo con Fermo – afferma Gaspari – quando a una richiesta di dialogo venne opposta una cieca chiusura». Nuova piccola provincia al posto della doppia denominazione, no alla dislocazione di servizi amministrativi e organi di governo; questi sono gli errori a cui si riferisce Gaspari.

Che aggiunge ironicamente, ma non troppo: «Andrò alla Maratona Ascoli-San Benedetto non per arrivare secondo. Mi basta un ex aequo. I tempi sono maturi affinché le forze economiche e produttive di questo territorio possano assurgere ai vertici delle principali istituzioni camerali». Conclusione con dichiarazione d’intenti: «L’anno prossimo ci sarà il rinnovo della Camera di Commercio, è giusto che San Benedetto rivendichi un ruolo forte».

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