SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo il consiglio comunale del 12 settembre il sindaco Gaspari ha avuto modo di riflettere sulla delibera per mezzo della quale il Comune si è impegnato a cedere alla Picenambiente per 800.000 euro l’edificio che ospita l’attuale sede aziendale. Le vibranti critiche espresse dal consigliere di An Giorgio De Vecchis hanno dunque sortito l’effetto desiderato. Martedì mattina il sindaco ha annunciato di aver richiesto al collegio dei revisori dei conti una valutazione approfondita sulla bontà della delibera. Tecnicamente si tratta di un controllo successivo all’approvazione del testo, previsto dalla legge nei casi come questo, nel quale non è stato fatto un controllo antecedente.

«Il testo della delibera ha seguito il proprio iter – spiega il sindaco, ripetendo un concetto già espresso in consiglio comunale – ed è stato votato dopo aver constatato il parere favorevole da parte del dirigente del settore Servizi Finanziari. In questi giorni, però, ho riflettuto sulle argomentazioni di De Vecchis, che non sono pretestuose e vengono da una persona che stimo. Perciò ho chiesto un controllo ulteriore».

L’approfondimento richiederà un periodo di tempo per essere eseguito; nel frattempo l’immobile non sarà venduto alla Picenambiente, anche se scadranno i dieci giorni dalla approvazione della delibera. Il consiglio dei revisori contabili è composto dalla presidente Antonietta Brandimarte e dai membri effettivi Roberto Induti e Riccardo Gabrielli. Si tratta di un organo interno al Comune nominato all’inizio della legislatura. Se ravviserà elementi di irregolarità nella delibera l’atto verrà revocato. Se invece l’atto sarà giudicato conveniente e congruo – soprattutto per quello che riguarda la stima dell’immobile – la Picenambiente acquisterà dal Comune l’edificio che attualmente ospita la sua sede amministrativa e il parcheggio dei mezzi pesanti. Il sindaco è stato chiaro al riguardo: «Da parte nostra la volontà di vendere rimane». Dal buon esito della cessione dipende un’entrata di 800.000 euro, dei quali 230.000 destinati al parcheggio scambiatore di piazza del Pescatore. Sempre se si farà, cosa che da ieri appare abbastanza improbabile. In caso di scelta di un progetto alternativo, si attingerebbe comunque da questi fondi.

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