SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La città vi dice grazie. Cercheremo di stabilire un rapporto proficuo con la marineria, affinché la stessa solidarietà mostrata dall’intera categoria nei mari venga estesa anche nei rapporti al suo interno». Con queste parole il sindaco Gaspari ha accolto stamattina in sala consiliare Alessandro e Andrea Grossi, i due fratelli sambenedettesi che il 21 agosto scorso hanno consentito il salvataggio di 194 persone alla deriva al largo di Lampedusa.
La giunta comunale ha richiesto nei giorni scorsi tramite la Prefettura il rilascio di una onorificenza civile ai due fratelli, accompagnati quest’oggi dal padre Antonio, dallo zio Domenico, a loro volta pescatori, e dalle rispettive famiglie al completo. Accanto al sindaco il presidente del Consiglio Giulietta Capriotti e l’assessore alle Politiche del mare Settimio Capriotti, che hanno a loro volta ringraziato i fratelli armatori e la categoria, ricordandone le gesta.
«La città è diventata grande con il mare», ha proseguito Gaspari, «e tra l’altro non è la prima volta che gli stessi fratelli Grossi, come altri esponenti della nostra marineria, compivano simili nobili gesti. Oggi accogliamo disperati in Italia che fuggono la miseria e la fame da altre parti nel mondo. Ma in passato eravamo noi italiani ad andare in altri Paesi. E la nostra emigrazione è testimoniata almeno dai gemellaggi con città come Chicago Heights, Mar del Plata, Viareggio».
Il sindaco ha infine annunciato che si stanno verificando e raccogliendo tutti i nomi dei caduti sambendettesi in mare, per aggiornare la lapide apposta presso il monumento al porto, realizzato dallo scultore Paolo Annibali.
Ai fratelli Grossi, infine, il gruppo di nuoto in mare aperto “Mare mosso” della società Cogese, specializzato nel salvataggio a mare in condizioni difficili e composto da circa venti elementi, ha donato una propria divisa.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 254 volte, 1 oggi)