SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «L’edificio di contrada Monte Renzo non riveste nessuna utilità per il Comune, mentre saranno molto utili gli 829.000 euro che ricaviamo dalla sua vendita alla Picenambiente». Questa è l’opinione di Giovanni Gaspari in merito alla delibera approvata nel consiglio comunale del 12 settembre, tramite la quale il Comune venderà alla società partecipata l’edificio che ospita attualmente la sede aziendale e la rimessa dei mezzi pesanti per la raccolta rifiuti. Dalla vendita il Comune ricaverà i fondi necessari per finanziare alcune importanti opere, prima fra tutte la nuova tensostruttura in zona Agraria da destinare ad attività ginniche.

Una obiezione sentita in consiglio comunale recita più o meno così: per pagare queste opere non sarebbe più conveniente contrarre un mutuo, magari ultraventennale, pagando le rate con l’affitto di contrada Monte Renzo e mantenendo la disponibilità di un patrimonio comunale? La risposta di Gaspari: «Il Settore Servizi Finanziari ci dice che per questa cifra possiamo contrarre solo un mutuo cinquantennale. Una dose di sano pragmatismo ci dice invece che oggi la città ha una serie di priorità». Fra queste priorità, come si potrà immaginare, non rientra l’edificio di contrada Monte Renzo. Anche perché, escludendo l’affitto alla Picenambiente, il Comune potrebbe fare ben poco con l’edificio, che insiste in una zona sottoposta a vincoli ambientali come quella del torrente Ragnola.

829.589 euro di ricavo, dunque, che sarebbero potuti essere 980.000 se non fosse stata detratta la somma necessaria per effettuare gli interventi di manutenzione straordinaria dell’immobile. Interventi questi che la Picenambiente ha inserito da tempo nella lista di oneri a carico del locatore. Che fino al 12 settembre era appunto il Comune di San Benedetto, che riceveva dall’azienda locatrice un canone d’affitto annuo di 48.000 euro.

La contestazione portata avanti in consiglio comunale dal consigliere An Giorgio De Vecchis viene parzialmente accettata da Gaspari proprio nel merito di questa manutenzione straordinaria. Ma tant’è, afferma il sindaco, se gli uffici competenti lo hanno ritenuto ineccepibile c’è da fidarsi. E non si tratta, continua il primo cittadino, di un modo per appianare un credito che la Picenambiente vanta nei confronti del Comune. Anche perché questo credito non è affatto dovuto, stando a quanto viene sostenuto dagli uffici tecnici del Comune e riportato nel testo della delibera.

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