SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre 87, un 86, due 85, mezza squadra di quasi ventenni, gli altri poco di più. Per una media di anni 21,7. Contro i 28 anni scarsi del Taranto. Non ci dovrebbe essere partita guardando questi numeri e la sconfitta seppur di misura patita dalla Samb al cospetto degli ionici. Non è stato così. Una cosa molto importante perché dimostra che i ragazzi di Calori sono quasi all’altezza di due squadre attrezzate per il salto di categoria. Il Taranto sicuramente più esperto, in un gioco dove spesso gli episodi sono decisivi, può fare la differenza.
Domenica la loro vittoria è scaturita infatti da un episodio (sfortunato per noi) quando le squadre erano paghe del risultato di parità. Non si è avuta l’impressione che Papagni & C. si sarebbero strappati i capelli in caso di zero a zero. Me lo ha confermato in sala stampa lo stesso allenatore. E’ vero anche che i margini di miglioramento sono tutti a favore dei nostri rossoblu e la cosa dovrebbe far sorridere ancora meno la dirigenza pugliese.
Assenze a parte, perchè i pugliesi erano privi di De Florio e Ambrosi, i due attaccanti titolari. A tale domanda il tecnico ospite ci ha detto che la sua squadra gode di sei attaccanti tutti potenziali titolari. Una specie di Inter.
Assenze però che può vantare anche la squadra di Calori. In campo e fuori. In campo perchè Loviso, pur mostrando di saperci fare, oggi andava a due all’ora. Fuori ci sono il difensore Zammuto (scuola Juventus) fermo per un fastidioso stiranento e Morante (entrato nel finale) ancora a corto di preparazione.
Dicevamo che c’è stata partita e come. Aggiungerei che un giudizio sereno può essere questo: il tanto decantato Taranto non è stato nettamente superiore sia nel gioco che nelle occasioni. E che la Samb ricorda a tratti la formazione del meraviglioso torneo 2004-05, allenata da Ballardini. Mancano due eccellenze tipo Canini e Cigarini ma Loviso e Tripoli potrebbero ricalcarne le gesta, seppur in ruoli diversi. Senza contare che Fragiello e Momentè (il pupillo di Massimo Moratti) hanno sicuramente ottime doti, purtroppo ancora ben nascoste. Quel Fanelli poi è veramente bravo.
E’ stata, insomma, una gara molto equilibrata con poche occasioni da rete, spezzata improvvisamente da una leggerezza della difesa e del portiere rossoblu bravissimo fino a quel momento («Contro certi tiri maligna con la palla che va a zig e zag non si sa mai se bloccare o respingere con i pugni», ha detto a fine gara l’ottimo Consigli. Un vero peccato perché ai giovani, per crescere, servono inizioni di fiducia. Cioè di risultati.
Due 0-1 immeritati ed evitabili non contribuiscono certamente alla causa attuale della Sambenedettese. Dobbiamo però, tutti insieme, evitare che diventino “mortali”. Da qui il titolo che ho dato al mio commento: Una sconfitta da difendere.
Risultato negativo con una piccola ombra sulle decisioni del tecnico Calori. Se non altro per un particolare che non abbiamo capito: perché ha tenuto 95 minuti in campo l’ex bolognese Loviso che oggi ha coperto appena 10 metri quadrati di terreno mentre era sempre presente su corner e calci di punizione. Ha 22 anni e, secondo me, può fare molto, molto di più. Nessun giudizio definitivo su Loviso, per carità. Anzi il suo tocco è delizioso e spiega le tante partite di serie A finora disputate. La motivazione deriva dalla condizione fisica che, però, non può essere accampata a lungo come scusante.
A fine gara ho posto il problema a Calori e allo stesso Loviso: entrambi hanno ammesso che deve migliorare ma mi ha colpito la difesa di Calori «Io non l’ho vista come lei, a me è piaciuto anche se può fare di più» che è stata più decisa di quella di Loviso che ha, in parte, ammesso che effettivamente dovrebbe accompagnare di più il gioco anche nella metà campo avversaria senza limitarsi al ruolo di play maker davanti alla difesa. Alla sua età un maggiore movimento dobbiamo per forza pretenderlo. Ha concluso difendendo tutta la squadra che ritiene in grado di toccare livelli medio alti di rendimento.
Una sconfitta che, oltre le attenuanti da me indicate, consola per due fatti ‘storici’: nella promozione in C2 di qualche anno fa la Samb perse le due partite iniziali e vinse il campionato, l’anno scorso, dopo aver vinto le prime due partite è sprofondata quasi subito dopo.
Insomma non allarmiamoci oltre misura. Personalmente condivido le parole di Marcello Tormenti: un giudizio vero può essere espresso soltanto dopo 9-10 gare. Certo che, con due sconfitte diverse e strameritate una piccola eccezione l’avrei fatta. Oggi non mi sento di farla. Vedremo.

Da Espresso Rossoblu n. 629 di domenica 10 settembre

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