SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Acquaviva, Colonnella, Cupra Marittima, Grottammare, Martinsicuro, Monsampolo, Monteprandone, Ripatransone. In prospettiva anche Offida, Spinetoli e Massignano. E ovviamente San Benedetto. L’Unione dei Comuni è al centro dell’agenda politica di Giovanni Gaspari e sarà anche l’oggetto di discussione del consiglio comunale aperto che si terrà il 23 ottobre alla presenza dei sindaci interessati e del sottosegretario agli Affari regionali Pietro Colonnella. Interverrà anche il professor Luciano Vandelli, ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Bologna, ex consulente della conferenza Stato-Regioni e già assessore al decentramento per la Regione Emilia-Romagna. «Vandelli è la massima autorità italiana in materia – afferma Gaspari – ho avuto con lui un proficuo incontro lo scorso 6 settembre a Bologna e ci potrà dare una consulenza preziosa per questo progetto di sviluppo del territorio».

Il progetto di cui parla Gaspari ha già dei precedenti in Italia, uno su tutti la cosiddetta “Unione Comuni Modenesi Area Nord”. L’Unione dei Comuni è un ente locale che raggruppa i centri di un medesimo comprensorio geografico ed economico. La finalità dell’ente è l’integrazione dell’azione amministrativa dei Comuni che lo compongono e il coordinamento delle politiche di sviluppo del territorio. Per chiarire, il primo settore che potrebbe fruttuosamente venire integrato fra Comuni vicini è l’accertamento tributario. La creazione di un ufficio centralizzato per la riscossione delle entrate ottimizzerebbe il servizio portando agevolazioni anche ai contribuenti. La chiave di ciò sta nel concetto di economia di scala.

Gaspari ha parlato di rendere ufficiale e formalizzato un contesto che già esiste. «Il Piceno e il nord dell’Abruzzo rappresentano già una città-territorio – sostiene il sindaco – perciò ufficializzare questo contesto ci porterebbe a ottimizzare i servizi e a trovare una grande via di sviluppo». Secondo il sindaco i segni di questa condivisione già in atto sono la presenza sull’intero territorio di aziende come la Start e la Picenambiente, l’azione di enti come il Consorzio turistico Riviera delle Palme e la presenza di servizi come le scuole, l’ospedale “Madonna del Soccorso” e le case di cura, condivisi da un bacino d’utenza che va molto oltre i confini di San Benedetto. Gaspari ha sottolineato che una eventuale Unione coinvolgerebbe Comuni di due regioni diverse (Marche e Abruzzo), sarebbe un caso unico in Italia e rappresenterebbe il primo nucleo delle Marche per numero di abitanti ed estensione.

L’Unione dei Comuni permetterebbe anche di accedere a grandi finanziamenti su scala europea, nazionale e regionale. «Si tratterebbe di un grande volano per la sviluppo del territorio» ha aggiunto Gaspari, citando poi un esempio a suo giudizio illuminante: «Se la Sambenedettese si allenasse nei campi messi a disposizione a turno dai Comuni dell’Unione, potremmo decongestionare i nostri impianti e dare una grande opportunità alla squadra rossoblu per sviluppare attrattiva su tutto il territorio».

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