Non ha usa mezzi termini il capogruppo cittadino di Forza Italia Gianfilippo Vallese durante l’ultimo consiglio comunale: nessun miglioramento apprezzabile per i cittadini e gli ospiti della città da qualche anno a questa parte. «Vorremmo sapere – afferma Vallese – come sono stati spesi i proventi della Bucalossi e dell’ICI: solo il 33% risulta impiegato per le spese ordinarie. E il resto? Nessun intervento strutturale in città, che pure ne avrebbe bisogno».
In particolare, sarebbe necessario un investimento per la manutenzione ordinaria delle vie cittadine, che in molti casi sono al limite della percorribilità, come nella zona industriale Via dei Castani e Via delle Messi, per non parlare poi del problema legato alla viabilità delle strade d’accesso alla città.
Nelle scorse settimane si è mostrato in tutta la sua gravità il problema degli allagamenti dei sottopassi che interessano cinque dei sei accessi a Martinsicuro: l’ultima via d’ingresso al centro cittadino è spesso bloccata dal passaggio a livello che protegge la linea ferroviaria adriatica ma che impedisce il transito stradale spesso e a lungo. Per FI un nuovo sottopasso al posto del passaggio a livello, se tenuto male come gli altri, rischia di occludere l’ultima via che collega Martinsicuro al resto del mondo.
E se la stagione turistica sembra essere andata alla grande per gli operatori turistici, FI non è soddisfatta: in particolare continua a mancare al turismo martinsicurese l’apporto decisivo che ci si aspetta dal porticciolo che per ora è completamente ostruito dalla sabbia, e quindi inutilizzabile. «Un completamento dei lavori del porto – afferma ancora il capogruppo di FI – ed un’adeguata riqualificazione della zona residenziale Tronto farebbe di quello che oggi è poco più che un quartiere dormitorio una approdo ideale per turisti in barca».
Neanche sul piano spiaggia c’è accordo tra maggioranza e opposizione: secondo il capogruppo di FI il progetto è stato concepito come uno strumento paralizzante ogni tipo di servizio e struttura che potesse essere realizzato sulla spiaggia, e soprattutto, pur prevedendo l’ampliamento del biotopo, non ne concepisce un’opportuna sistemazione in forma di orto botanico, cosa che consentirebbe di trasformarlo in un percorso educativo e didattico sulla flora adriatica.
Si è inoltre stabilita una variazione di bilancio di 750 mila euro destinati al recupero del cinema Ambra. «Per il cinema Ambra – dichiara Vallese – chiediamo non una trasformazione in una generica sala polifunzionale, ma una precisa strutturazione: in particolare la nostra proposta prevede la realizzazione di due piani: quello terreno dovrà essere destinato a negozi che, pagando un affitto, renderanno possibile l’autofinanziamento della struttura, che deve assolutamente restare pubblica ed essere concessa in uso alle associazioni culturali cittadine, che avranno nel piano superiore un adeguato spazio ricreativo e di attività».

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