Così lontano, così vicino. Sono queste le prime 4 parole che mi vengono in mente per commemorare la scomparsa di Giacinto Facchetti. E’ stato il mio idolo da calciatore. Anche perché avendo le sue caratteristiche fisiche (solo quelle) ho sempre sognato inutilmente di imitarlo. E’ stato nei miei pensieri anche dopo che ha smesso di giocare perché la sua moralità, il suo modo di fare e di commentare gli avvenimenti erano quelli che io perseguivo e perseguo. Insomma mi ha lasciato un esempio di uomo che mi fa sentire più solo. Forse un paradosso ma sono le parole che rappresentano meglio il mio stato d’animo nel momento in cui ho deciso di scrivere queste poche righe. Conservo con amore una foto che feci con lui davanti all’albergo Il Castillo durante i mondiali vincenti del 1982 ai quali Facchetti partecipò da Capitano non giocatore. Addio.

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