SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La domenica dei rimpianti? O della presa di coscienza? La Samb potrebbe interrogarsi a lungo sull’esito della trasferta di Perugia.
Diverse le valutazioni che scaturiscono dal viaggio (purtroppo) infruttuoso in terra umbra. Primo: i nomi non fanno la categoria. Almeno all’inizio. Perchè domenica oltre al Perugia altre “big” hanno faticato: il Foggia, l’Avellino – anche se il Gallipoli può considerarsi alla stregua di una grande – la Salernitana. I Santoni, i Tinazzi, i Giorgino, i Tripoli, i Diagouraga, tutti hanno fatto la loro figura al cospetto di gente del calibro di Bernini, Albino, Vanin, Sussi. E ci fermiano qui. Si obietterà: è solo la prima di campionato. Vero, però alzi la mano chi credeva di resistere al Perugia sino al minuto numero 93, rischiando anzi di passare in vantaggio un attimo prima?
Secondo: mancava qualche pedina. Morante non è ancora al meglio, Zammuto deve fare ritorno dal Piemonte, dove sta curando i problemi muscolari che lo affligono da alcune settimane, Carlini e Loviso erano fuori (questioni relative al tesseramento). L’ex Bologna peraltro, avendo alle spalle più di 50 presenze nella serie cadetta potrebbe davvero fare la differenza in terza serie. Come dire: Calori lo attende a braccia aperte.
Terzo: le lacrime versate da molti dei ragazzi che domenica hanno vestito il rossoblu – presi dallo sconforto hanno preferito non presentarsi in sala stampa per le interviste di rito – sono la testimonianza che il gruppo si sta forgiando, tanto da farci ipotizzare un attaccamento alla causa che quest’anno dovrà costituire un’ancora di salvezza (in tutti i sensi).
Ricapitolando: vuoi vedere che la banda Calori proverà a imitare la squadra che due stagioni fa, sedeva in panchina l’indimenticato Ballardini, venne coniata con l’appellativo di “ragazzini terribili”? Un’eventuale salvezza, oggi, sarebbe da considerarsi alla stregua dei play off di ieri. Diamo loro il tempo – a proposito: grandi i tifosi presenti al Curi, i quali hanno pensato bene di applaudire la squadra nonostante una sconfitta a dir poco bruciante – di crescere.
ADESSO IL TARANTO Domenica prossima intanto la prova del nove: al Riviera, per la prima di Consigli e soci di fronte al pubblico amico, arriva il Taranto di Cammarata e Deflorio (e di tanti altri pezzi da novanta). Gli uomini di Papagni hanno bagnato l’esordio allo Iacovone battendo il Ravenna, seppure di misura. Peppino Pavone, diesse della Samb, era in Puglia.
«Ho visto una gara equilibrata – argomenta l’ex dirigente del Foggia – il Taranto è riuscito a capitalizzare il rigore di Deflorio e, soprattutto, il vantaggio numerico, visto che al Ravenna è stato espulso un uomo (Fasano, ndr). Nella ripresa i rossoblu hanno sofferto, a dimostrazione che la serie C è molto equilibrata e vince chi corre di più. I fenomeni stanno solo in serie A».
Ecco allora la sintesi di Pavone: «Il Taranto è un avversario alla portata della Samb, fermo restando che poi è il campo il giudice supremo. Sono convinto che non siamo inferiori a nessuna squadra. Dobbiamo crescere, questo sì, ma sono fiducioso. Peccato piuttosto per il gol preso a Perugia, un punto ci avrebbe fatto molto bene dal punto di vista psicologico».

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