SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Abbiamo temuto di tornare a mani vuote, vivendo momenti di tensione micidiale». E’ sincero Peppino Pavone, al termine di una delle giornate più dure del calciomercato estivo. L’ultima, la più lunga, la più stressante.
Raggiunto telefonicamente attorno alle 18.45, di ritorno dalla Lombardia – della serie: il dirigente rossoblu si è potuto concedere il lusso di lasciare l’Ata Quark Hotel prima della chiusura delle operazioni – parla con un filo di voce: «Siamo soddisfatti e, finalmente, sereni. Crediamo di avere fatto il massimo e di aver consegnato al nostro allenatore quanto da lui richiesto. Adesso tutti uniti verso l’obiettivo finale». Tradotto: la salvezza. Potrebbe essere un po’ più facile con Massimiliano Carlini, esterno classe ’86, dal Frosinone, e gli altri due centrocampisti del Bologna, Massimo Loviso (’84) – possiamo dirlo: vero e proprio fiore all’occhiello della campagna di rafforzamento degli adriatici, a fronte delle 57 presenze (2 i gol) in tre stagioni maturate dal biondo di Bentivoglio – e Francesco Della Rocca (’87). Tre prestiti gratuiti, con l’ingaggio naturalmente a carico della società marchigiana. Non potranno essere schierati al Curi di Perugia, per la prima sfida di campionato (devono passare cinque giorni dal tesseramento), ma tant’è.
Su Loviso, Pavone ammette. «Trattativa sofferta, il Bologna l’ha legata ad altre due: prima ha cercato di chiudere con Goretti del Lecce, poi con Gatti del Napoli, alla fine prendendo Morosini dall’Udinese ha “liberato” Loviso. In ultimoi è convinto anche il giocatore che mi è parso felice di vestire il rossoblu».
Carlini? Mica facile nemmeno questo affare. «Ha prevalso la volontà del giocatore di venire. Il Frosinone sembrava convinto di tenerlo in rosa. Siamo poi riusciti a far capire alla società laziale che era meglio farlo giocare, valorizzarlo, piuttosto che lasciarlo in panchina».
Della Rocca invece è un’idea dell’ultimora, dal momento che cadeva definitivamente la possibilità di mettere le mani su Simonetta, dell’Arezzo, il quale ha rifiutato il trasferimento in Riviera. «Della Rocca è un giovane interessante. Abbiamo ragionato in prospettiva e anche se ci eravamo ripromessi di prendere massimo due giocatori, alla fine abbiamo optato per un terzo ingaggio. Peraltro il suo trasferimento è la dimostrazione dell’ottimo rapporto che si è instaurato con il club emiliano».
Da ultimo: i tre centrocampisti arrivati al termine della giornata conclusiva del calciomercato, si sommano ai tanti volti nuovi (c’è pure quel Pietro Zammuto che prima o poi, si unirà ai nuovi compagni) di una Samb rivoluzionata da capo a piedi – per inciso: sono rimasti i soli Michele Santoni e Cristian Chessari. Mister Calori ha adesso un organico pari a 23 elementi. Chiediamo a Pavone. Può bastare? Al limite c’è sempre il mercato degli svincolati…
«Crediamo di essere a posto così. Non ricorreremo al mercato degli svincolati». E allora: tutti uniti verso la salvezza. Società, squadra e tifosi.
ANGELETTI AL LANCIANO Dopo la cessione di Chiurato all’Alto Adige, il centrocampista scuola Lazio Angeletti si è accasato al Lanciano, compagine abruzzese militante nello stesso girone della Samb.
PAVONE E IL SUO RUOLO DI DIESSE L’ex dirigente del Foggia si è lasciato andare, finalmente, ad una battuta in merito all’ufficializzazione del suo ruolo di direttore sportivo in seno al sodalizio di Viale dello Sport. «Resto alla Samb, è vero, finora mi sono trovato molto bene coi Tormenti, c’è intesa su tutto. Ringrazo Molinari per la fiducia che mi ha concesso». Anche sul progetto: «Quello che domenica andrà ad iniziarte sarà un anno di transizione, lo abbiamo detto sin dall’inizio. Si tratterà soprattutto di costruire una solida base per il futuro».

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