SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Daniele Morante alla Samb. Accordo biennale, giusto in tempo per scendere in campo domenica prossima al Curi di Perugia, primo match di una lunga e difficile stagione. Oggi la punta romana sosterrà il primo allenamento al Riviera della Samb e avrà modo di conoscere i nuovi compagni. Tutti meno uno, quel «grande amico» che risponde al nome di Pietro Varriale, cresciuto insieme a lui nel vivavio della Lazio, e che in questi giorni gli ha parlato un gran bene «dell’ambiente, dell’allenatore e dello splendido gruppo che si sta formando».
Ieri dunque, nella tarda serata, l’ex Pro Vasto ha finalmente trovato l’accordo con la dirigenza rossoblu. Summit risolutore, a Pescara, con il consulente di mercato Peppino Pavone, con il presidente Giovanni Tormenti e con mister Alessandro Calori. Messe da parte settimane di polemiche, risolto un tira e molla protrattosi per almeno due mesi.
«Mi ero ripromesso alla Samb da tempo, ho voluto mantenere la parola data», è la sintesi del neorossoblu. A costo di mandare all’aria quelle famose due mensilità (luglio e agosto) della discordia, mai retribuite dal club aragonese. «La Pro Vasto non è stata molto corretta, mentre la Samb si è comportata bene. Ripeto: la mia volontà era quella di venire a San Benedetto e così è stato. Ci tenevo molto».
Il sodalizio di Viale dello Sport ha vinto la concorrenza di molti club di serie C, fra i quali Ancona, Giulianova, Cittadella, Ternana e Lanciano. E allora: perchè San Benedetto?
«Perchè mi piace la città, molto bella, e perchè, soprattutto, mi affascina la tifoseria». Curiosità: «Quando ci ho giocato contro con la maglia del Teramo (stagione 2002-’03, finì 1-1, ndr), mio fratello, che era al Comunale, rimase talmente colpito dalla tifoseria rossoblu da diventare tifoso della Samb, che ora segue appena può. L’anno scorso abbiamo visto la partita col Giulianova».
A un certo punto però la trattativa è sembrata sul punto di saltare: Pavone ha avuto parole molto dure nei suoi confronti.
«C’era stato un malinteso, tutto qua. E’ bastata una telefonata per chiarire tutto».
Viene in un gruppo molto giovane; insieme all’altro neoacquisto, il difensore argentino Landaida (30 anni), è uno dei giocatori più esperti (26). L’inesperienza sarà il tallone d’Achille di questa Samb?
«In serie C non conta solo quella, ma contano soprattutto l’entusiasmo e la voglia di fare bene. Anche l’anno scorso, a Vasto, mi sono inserito in una squadra piuttosto giovane e siamo riusciti a fare bene lo stesso. C’è una categoria di differenza, è vero, ma sono convinto che aiutandosi l’uno con l’altro si potrà fare bene. Credo ci possano essere i presupposti per fare bene. Per quello che mi riguarda conto di dare una grossa mano e ripetere la stagione scorsa (14 gol, ndr), una delle più prolifiche della mia carriera».
Domenica subito la trasferta di Perugia? Fisicamente si sente a posto?
«Sto discretamente. Negli ultimi dieci giorni non posso nascondere che, complice questa trattativa infinita, mi sono allenato a corrente alternata, ma mettendomi sotto in questa settimana conto di rimettermi al paro con gli altri. Mi metto a completa disposizione del mister. La trasferta in Umbria è certamente un impegno ostico, i biancorossi hanno una squadra tra le più attrezzate del girone, ma come dicevo, l’esperienza non basta. In campo si andrà 11 contro 11; da parte nostra avremo più stimoli nell’affrontare una delle formazioni che parte coi favori del pronostico».

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