SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il comitato di quartiere Paese Alto non ha gradito un’affermazione contenuta nella lettera inviata dall’assessore ai lavori pubblici Giancarlo Vesperini ai comitati cittadini e ai Vigili Urbani. Nel testo (registrato con il protocollo 43761 del 18 agosto scorso) l’assessore invita i comitati di quartiere a segnalare eventuali problemi di sicurezza delle arterie stradali facendo riferimento ai geometri comunali. Queste le parole dell’assessore: «Nell’intento di programmare interventi mirati di manutenzione delle strade cittadine, si chiede di segnalare agli uffici dell’Assessorato LL.PP. nelle figure del Geometra Filippo Formentini e Geometra Angelo Amabili, la presenza di alterazioni strutturali delle strade cittadine e monitorare lo stato in sicurezza delle strade».
Ciò che non va giù alla presidente Patrizia Lo Giacco è l’uso del termine “alterazioni strutturali”, ma anche l’accenno a “monitorare lo stato di sicurezza delle strade”. In una lettera inviata a sindaco, assessore e Vigili Urbani, la stessa Lo Giacco sostiene che il comitato è composto da volontari che nella vita svolgono professioni che non consentono loro di avere la competenza necessaria per fare quanto richiesto dall’assessore. «Al contrario – sostiene Lo Giacco – l’ufficio tecnico ha attrezzature e professionalità per dare le risposte, considerato anche che la città è a misura d’uomo e il personale vi risiede». Che poi il comitato prenda l’iniziativa e segnali dei problemi all’amministrazione è qualcosa che rientra nel dovere civico per cui questo organo esiste, ma non può essere la norma, sostiene Lo Giacco.
La presidente del comitato Paese Alto continua: «Le segnalazioni costantemente inviate dal Comitato a codesta Amministrazione e le verifiche che sono state ottenute dopo anni di pressanti richieste sono rimaste lettera morta, aggravando la situazione dei luoghi». I riferimenti sono la situazione del vecchio incasato del Paese Alto e il rischio crolli, più volte paventato e sovente purtroppo avveratosi. In particolare la frana in via dei Bastioni nel 2005, il crollo del suo muro est pochi mesi fa e la situazione di rischio in cui versa anche il muro ovest, testimoniata dal fatto che i vetrini posti nel 1998 sono caduti dimostrando una situazione di palese instabilità. Poi c’è la frana del 2003 in via Marinuccia nella zona della nuova scuola, per la quale la Regione Marche ha stanziato un contributo di 45.000 euro senza che finora sia stato predisposto alcun progetto. Lo Giacco prosegue segnalando il deterioramento del ponte sull’Albula che collega via Manara a via Carnia e i problemi causati dal traffico nel Paese Alto a partire dai mezzi pesanti che divelgono i sampietrini causando pericoli a pedoni e ciclisti.
Il comitato di quartiere si attende insomma un intervento concreto da parte dei soggetti competenti, ritenendo ormai esaurita la fase delle segnalazioni. A tal proposito chiede all’amministrazione comunale come e dove verranno impiegate le risorse (30.000 euro) stanziate con la determinazione del 17 agosto scorso per i lavori di manutenzione di strade e marciapiedi.

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