GROTTAMMARE – Voce recitante e brani orchestrali o comunque strumentali insieme. Questo è il melologo, il genere teatrale molto in voga nel ‘700 e nell’ ‘800 ma già conosciuto nell’antica Grecia, che ieri sera, nella chiesetta di Santa Lucia, per il quarto appuntamento in cartellone del Festival Liszt, è stato presentato ad un pubblico stranamente non numeroso dall’attore Walter Maestosi e dalla pianista Tiziana Casentino.

Sulle note di R. Strauss, “Enoch Arden op. 38” è stato letto con grande emozione uno scritto di Alfred Tennyson. Al piano, poi, è stata eseguita una partitura di Schubert, è stato interpretato “L’addio alla terra” di Adolf von Pratobevera ed infine – a mo’ di cammeo – è stata raccontata in musica la storia suggestiva di un cavaliere del “Monaco triste”, protagonista fiabesco della ballata di Nicolaus Lenau.

Giovedì 24 agosto alle ore 18,30, nelle Logge di piazza Peretti, convegno-conferenza dal titolo “Liszt tra poesia, musica e religiosità”. Seguiranno una piacevole degustazione di vini e il concerto del giovane ma talentuoso pianista ungherese, Tamàs Erdi.

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