SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si riuniranno nei prossimi giorni per la prima volta tutte le otto commissioni consiliari (ognuna formata da 15 consiglieri), di cui sono stati eletti da poco i presidenti, i vicepresidenti e i segretari. Presidenti e vice hanno incontrato martedì 22 agosto il sindaco Gaspari per fissare alcune linee operative.
Il sindaco ha espresso la volontà di «lavorare molto con le commissioni» ed ha poi elencato una serie di «urgenze della città», che verranno affrontate appunto dalle commissioni, indi in consiglio comunale in seduta ordinaria o aperta, o infine nel corso di riunioni con la cittadinanza.
Tra queste la politica urbanistica, a partire dallo studio in corso da parte di un’“Associazione temporanea d’impresa” (Ati) con capogruppo la “Nomisma spa” di Bologna, sulla fattibilità di una “Società di trasformazione urbana” al porto. I rappresentanti dell’Ati relazioneranno in commissione e poi in consiglio comunale, come pure i rappresentanti delle società partecipate dal Comune (per esempio Multiservizi, Picenambiente, Start), per verificare l’efficienza dei servizi e programmare l’attività futura.
Un altro punto di immediato interesse è il bilancio di previsione 2007, che verrà discusso con la cittadinanza, oltre che nella competente commissione consiliare.
Il sindaco ha proposto lo svolgimento di una serie di consigli comunali aperti sui seguenti temi: città-territorio e “Unione dei Comuni” politiche sociali e sanità; problematiche del distretto agro-industriale; Parco marino del Piceno e politiche del mare.
Tra le proposte dei presidenti, quella di una maggiore partecipazione delle associazioni e dei cittadini alle riunioni delle commissioni (Paolo Forlì, presidente della IIIª commissione “Sport e politiche giovanili”), della formazione di un elenco di priorità su cui lavorare, in modo che le commissioni siano propositive e non solo ricettive nei confronti dell’amministrazione (Bruno Gabrielli, presidente IVª commissione, “Educazione e cultura”).
Chiesto anche un coordinamento tra le diverse commissioni, motivo per cui è stata ipotizzata la creazione di una “conferenza dei presidenti di commissione”, in analogia alla “conferenza dei capigruppo consiliari”.

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