LAMPEDUSA – Un peschereccio appartenente al compartimento marittimo di San Benedetto del Tronto ha avvistato ieri un barcone carico di clandestini alla deriva a 42 miglia ad Est dell’isola di Lampedusa. Si tratta del “Bianca Maria“, di proprietà dei fratelli Alessandro e Andrea Grossi – capitano e motorista del natante – i quali da diversi anni, fra maggio e ottobre, trasferiscono la loro base nel porto siciliano di Mazara del Vallo per campagne estive di pesca dei gamberi in Mediterraneo.

Il “Bianca Maria” ha subito dato l’allarme via radio alla Capitaneria di Porto di Palermo che ha inviato sul posto due motovedette della Guardia Costiera. Le operazioni di soccorso sono state difficili a causa delle difficili condizioni meteo in peggioramento, con venti forza 3-4 da Nord-Ovest.

Poco dopo è finita felicemente anche l’odissea di questa ennesima carretta del mare carica di disperati partiti dalla coste libiche. Gli extracomunitari – che sono risultati essere 194 fra cui 15 donne – sono stati tratti in salvo e trasbordati sulle due motovedette che li hanno trasferiti a Lampedusa.

Senza dubbio il provvidenziale incontro con il motopesca sambenedettese “Bianca Maria” (fra l’altro non nuovo a benemeriti interventi di questo genere in Mediterraneo) è stato determinante per evitare che quei quasi duecento aspiranti immigrati nel nostro Paese andassero incontro ad un’altra immane tragedia che si sarebbe aggiunta alle tante che purtroppo affliggono le cronache di questi giorni.

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