SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’arte contemporanea si sa, non è materia facile. Perchè, purtroppo, fa affidamento al gusto, al sentire comune, all’idea che ciascuno di noi ha del bello. Se esistono ‘specialisti’ della materia, figurarsi se potremmo noi in questa sede chiarire il concetto di ciò che è bello o non lo è.

Ci sono tuttavia delle manifestazioni – nel significato di estrinsecazione/comunicazione di un sentimento – per le quali il sentire comune accomuna gli animi. E, con buona pace di tutti i partecipanti all’evento, potremmo dire con certezza che il concerto di Giovanni Allevi di venerdì 18 agosto ha messo tutti d’accordo. Perchè, in questo caso, il bello, o la piacevolezza del sentire, è stata cosa comune a molti, anche ai non appassionati.

Anche chi non aveva una cultura specifica in materia è stato in grado di entrare nelle atmosfere descritte dalle note di Giovanni Allevi. Farsi e lasciarsi dolcemente cullare dalle sue melodie e da quelle del Quintetto Cherubino, e ascoltare i racconti narrati dalla musica. Ne sono stati in grado tutti, o quasi.

Chi può mettere in dubbio il talentuoso ragazzo ascolano? Non certo il pubblico, che ha decretato l’evento vincente, visto che le polemiche sorte in seguito al concerto sono nate perchè i circa 1000 spettattori volevano guadagnarsi un posto a sedere, non volevano mancare ad un’esibizione a cui, gratuitamente, capita di rado di assistere.

Ma c’è ancora chi, attaccandosi al disguido dei posti, vuole dare agli organizzatori responsabilità che non hanno. Solo chi non era presente potrebbe infatti pensare che il disguido dei posti abbia fatto da discriminante per decretare il successo di una serata estremamente piacevole, in cui il malinteso iniziale può semplicemente essere preso a pretesto per criticare gratuitamente e forse in modo inopportuno.
In un precedente articolo avevamo scritto che per Giovanni Allevi non c’era bisogno di presentazioni. Farà bene però ricordare che il pianista ascolano riceverà il “Premio Carosone 2006” come miglior pianista dell’anno e lo ritirerà all’Arena Flegrea di Napoli all’interno della quinta edizione del Premio Carosone.

Allevi ha inoltre dichiarato di «sono orgoglioso di essere presente al contagio della Biennale Adriatica di Arti Nuove. L’arte contemporanea si trova ad un momento di svolta epocale, perché deve riconquistare il rapporto con il pubblico e con il sentire comune. La serata è stata elettrizzante, non mi era mai capitato di vedere gente così entusiasta disposta ad arrampicarsi sulle siepi pur di sentirmi suonare».

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