SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si erano spese, noi per primi, parole di elogio nei confronti del “carrozzone” del beach soccer, che lo scorso luglio aveva infiammato la platea sambenedettese e non, tra una rovesciata e un colpo di reni, tra una finezza di Pasqualino Carotenuto e la grinta, inossidabile, di Massimo Condor Agostini.
In riva all’Adriatico insomma, complici una tappa del campionato nazionale – a proposito: parte proprio oggi, a Catanzaro Lido, la fase finale per l’assegnazione dello scudetto targato 2006 – e il primo atto dell’Eurolega, si era vissuta una settimana all’insegna dello spettacolo. Bagno di folla, Amministrazione entusiasta per l’interesse che aveva suscitato l’evento, ponendo la stessa San Benedetto sotto i riflettori nazionali e internazionali.
Come tutte le rose però c’è anche la spina. Magari nascosta, ma c’è. E non ri riferiamo solo alla polemica attuata dal centrodestra per i 15.000 euro che il Comune ha concesso alla Confesercenti per l’organizzazione della sopraccitata tappa inaugurale dell’Eurolega, ma a quello che le due competizioni si sono lasciate dietro. Cosa? Tanta sporcizia. Bastino vedere le foto (scattate ieri, giovedì) che pubblichiamo – cliccate, in basso a destra, sulla sezione Multimedia – ombrelloni e pezzi di striscioni che gli amici del beach soccer hanno pensato bene (ops, male…) di lasciar lì, sulla spiaggia dell’ex camping, lungomare Marconi, come nulla fosse, come un maleducato qualunque che getta per terra una cartaccia.
I bagnanti, beati lori, sembrano comunque farsene una ragione…

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