SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «E’ stata una decisione sofferta lasciare il campo per  vestire i panni di allenatore. Non nego che avrei voluto giocare ancora qualche anno». Così il preparatore dei portieri del Porto d’Ascoli Simone Filipponi, nel giorno del raduno della compagine biancoceleste.
Soddisfatto al suo secondo mandato da mister dopo una carriera più che onorevole. «Ho iniziato molto presto nel settore giovanile prima del Porto d’Ascoli poi della Samb. In seguito ho girovagato in Eccellenza tra le Marche e l’Abruzzo. Negli ultimi anni mi sono riavvicinato a casa giocando a Grottammare, Ripa, Acquaviva e Porto d’Ascoli».
Per qualsiasi giocatore è sempre difficile appendere le scarpe al chiodo. «La Società biancoceleste aveva bisogno di un preparatore visto che l’allora Bendin doveva operarsi il ginocchio. Inoltre era stato chiesto di dare fiducia a Marco Induti, giovane di belle speranze. Ne abbiamo parlato e ho deciso si smettere con il calcio giocato poiché allenare mi è sempre piaciuto».
Le soddisfazioni non sono tardate a venire. «La passione che ho per questo sport è immensa. Dedico anima e cuore a quello che faccio, mi confronto con altri colleghi per cercare di migliorare e apprendere cose nuove. Non sono severo, ho un bellissimo rapporto umano con i miei ragazzi, ma quando ci alleniamo pretendo disciplina. Posso ritenermi contento di ciò che abbiamo ottenuto con loro».
«Il mio primo anno è stato soddisfacente. Mi hanno seguito e Marco Induti è stato continuo per tutta la stagione dimostrando di essere attendibile per la categoria», ha concluso Simone Filipponii.

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