ACQUAVIVA PICENA – Chiamate nell’ascolano ciammariche, le lumache erano apprezzate sin dai tempi dei Greci e dei Romani. Questi ultimi ne erano così golosi (le ritenevano, fra l’altro, un potente afrodisiaco) che insegnarono a mangiarle anche ai Galli, i quali, ancor oggi, non hanno dimenticato la lezione.
In epoca medioevale, specie nell’entroterra, erano utilizzate come cibo magro, equivalente al pesce. La loro carne, non si direbbe, molto nutriente, contiene una gran varietà di sali minerali e proteine ed è poco calorica: chi ha problemi di linea può gustarla tranquillamente.
Questi, notoriamente lenti, molluschi saranno al centro, nei prossimi giorni, di una singolare (per l’abbinamento) iniziativa popolare che, giunta alla 4ª edizione, riscuote ogni anno, e tra i residenti e fra i turisti, gran successo: la Sagra delle lumache nostrane e degli spiedini alla brace.
Organizzata dall’Associazione G. S. Acquaviva, presieduta da Giancarlo Amabili, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, si terrà tutte le sere, dal 9 al 16 agosto, dalle ore 19,00 alle 24,00, presso la centrale piazza della Libertà.
Il ricco menu dell’evento culinario, ideale per chi vuole riscoprire le genuinità e i sapori autentici di un tempo, prevede la possibilità di assaporare, oltre a chiocciole e spiedini, altre ghiottonerie, quali gnocchi, linguine, mezze maniche, olive fritte, salsicce e frittelle. Il tutto bagnato dagli eccellenti vini di produzione locale. Con gli stomaci, saranno, tuttavia, appagate anche le orecchie, grazie alla partecipazione di valenti complessi musicali, che allieteranno, con dolci noti e canti, le calde serate ferragostane.
Sia stasera sia mercoledì 16 agosto l’opportunità di abbinare alla sagra la visita al Mercatino dell’artigianato e delle tipicità locali, per le vie del centro storico, nonché, tutti i giorni, alla Mostra nazionale sul modellismo, allestita a Palazzo Chiappini (Sede Municipale).

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