SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Volge al termine la prima edizione del festival Mare Aperto e gli organizzatori tracciano un bilancio più che positivo in termini di successo di pubblico e di critica. L’assessore alle politiche culturali Margherita Sorge si esprime così: «La chiave di volta di questo successo è stata la sinergia fra tutte le istituzioni e le associazioni coinvolte. Tutte le serate hanno visto un felice connubio fra buona musica e soddisfazione del pubblico. Un luogo finora di nicchia come il Circolo nautico è stato recuperato a una dimensione pubblica e abbiamo trovato il giusto connubio fra qualità culturale e coinvolgimento popolare».

Per ragioni di ricettività si è deciso di cambiare la location del penultimo concerto del 9 agosto, quello (gratuito) della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Non più piazza Bice Piacentini ma viale Buozzi. «In occasione del concerto di Enzo Avitabile c’erano almeno 1000 spettatori», afferma la Sorge, che fuga le polemiche sulla presunta natura elitaria della rassegna invocando il raggiunto equilibrio fra intrattenimento e cultura. Sulla stessa onda Paolo De Bernardin, direttore artistico di Mare Aperto e giornalista radiofonico Rai: «La lezione che ci arriva dal Brasile è che la musica popolare, se è di qualità, ha tutte le carte in regola per essere considerata cultura nel senso pieno del termine. Né di nicchia né commerciale, ma cultura tout court. Allo stesso tempo, se si è ben predisposti verso la qualità, non occorre essere “acculturati” per poterne godere la forza comunicativa».

Sull’onda del successo si pensa all’edizione futura e a una variante invernale. La strategia è creare un “marchio” Mare Aperto che dia visibilità a San Benedetto sulla stampa specializzata, e non solo. «Ci piacerebbe che il nostro festival organizzi produzioni e prime assolute in Italia – dice il presidente Amat Gino Troli – per poi esportarle sul circuito nazionale con il marchio del festival. Per ragioni di tempo quest’anno abbiamo dato più spazio alla musica, ma in futuro contiamo di interagire con la stagione teatrale marchigiana».

Il progetto è ambizioso: sviluppare un progetto culturale incentrato sulla riscoperta del mare e delle sue tradizioni, in connubio con l’intrattenimento musicale e letterario. «L’edizione invernale – continua Troli – avrà come target i bambini. Vogliamo coinvolgerli in una esperienza totale del mondo del mare, con iniziative pedagogiche che sviluppino in loro una consapevolezza che rimanga per tutta la vita».

Anticipazioni: in settembre due serate con i “Teatri invisibili” di Piergiorgio Cinì (al Circolo Nautico e alla Palazzina Azzurra), mentre l’edizione 2007 potrebbe avere una sezione per voci “marziane” di scarsa fama mediatica ma di alto valore qualitativo. Il capodanno forse potrà vedere una festa in piazza a base di samba e Capoeira. E poi un sogno: portare in Riviera Cesaria Evora, la regina della malinconica Morna di Capo Verde.

Fra i promotori del festival, grande soddisfazione per il presidente del Circolo nautico Paolo Tartaglini («vogliamo essere uno spazio aperto alla cittadinanza, non è la prima volta che ospitiamo manifestazioni culturali») e per il rappresentante del Bitches Brew Jazz club Sergio Trevisani («è il successo della continuità territoriale e del legame fra associazionismo culturale e istituzioni»).

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