Notte bianca. Già su Riviera Oggi ho espresso il mio personale parere sulla Notte Bianca di sabato scorso 29 luglio. Un successo indiscutibile ma che diventa assolutamente negativo se si ritiene che per riempire il centro una volta a stagione serve una notte speciale.

E le altre notti? Con l’aggravante che è stato scelto il giorno o meglio la notte in cui normalmente il centro cittadino si riempie (seppur non agli stessi livelli) da quasi cento anni. Il week end corrispondente alla festa più sentita dai sambenedettesi: la “Madonna della Marina”. I più anziani ricorderanno i 40-50 pulmann che alle 4 di notte ripartivano dalle piazze Battisti e Garibaldi per riportare a casa una flotta di persone.

Insisto: è stato un successo che però mi fa vergognare se ripenso a quando, negli anni sessanta, San Benedetto del Tronto era una spiaggia per turisti di massa, seconda soltanto a Rimini, Viareggio e non so chi altro. Che si è fatto in questo tempo se ora basta una serata con… turismo di massa per farci felici.

Scusatemi ma questo non è il turismo che i nostri avi prevedevano per la nostra bellissima città dopo averla arricchita di palme, di verde, di super chalet, di mare pulito, di una grande spiaggia, di un porticciolo turistico ecc. Bellezze naturali indiscubili ma che, per svariati motivi, non sono più sufficienti per richiamare le masse. Le notti sambenedettesi (con l’eccezione di quella del 29 luglio) ne sono esempio più che lampante. E’ mancato l’intervento dell’animale pensante cioè dell’uomo.

Secondo me perchè negli ultimi venti anni si è pensato più a incrementare gli interessi personali credendo che ormai si poteva vivere di rendita grazie alla lungimiranza dei pioneri del turismo sambenedettese. L’appiattimento e la crescente concorrenza hanno portato alla situazione attuale. Assolutamente inadeguata alle ambizioni dei nostri avi. “Si stanno rivoltando nella tomba..”, per rendere meglio il mio pensiero.

Criticare è facile? Certo e non ho assolutamente voglia di fermarmi qui. Nei DisAppunti dei prossimi giorni esporrò le mie personali idee. Che partono da un concetto molto semplice: la disorganizzazione e il dilettantismo con cui si affronta la Stagione. Senza contare che non sono pochi quelli che ricavano denaro da presunte promozioni turistiche senza aver dato cinque volte di più di quello che ricevono. Cosa che, secondo me, deve essere una condizione sine qua non per accedere a denaro pubblico.

Prima di chiudere un particolare che ritengo legato ai miei prossimi DisAppunti… turistici: al cuore della nostra città manca la riqualificazione di una zona che potrebbe diventare determinante per lo sviluppo turistico oltre che paesaggistico. La messa a punto del torrente Albula, oggi un vero fosso che spezza in due la città, mettendo in mostra un degrado da zone sottosviluppate. Altro sacrificio per le casse comunali? Assolutamente no. Per riqualificare la zona, esiste da ottobre scorso uno stanziamento fermo (c’era il commissario) nelle tesorerie comunali di circa 2 milioni e 500 euro. Per onore della verità occorre dire che furono assegnate al comune sambenedettese grazie ad un intervento del senatore (ascolano) Amedeo Ciccanti. Se mi sbaglio correggetemi.

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