SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il consiglio comunale del primo agosto ha approvato la delibera che sottoscrive l’adesione al coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e per i diritti umani. Ora il Comune verserà una quota di iscrizione pari a 600 euro.

La decisione ha scatenato un vespaio di discussioni in consiglio comunale. Alcuni consiglieri del centrodestra hanno dubitato sull’opportunità della decisione, chiedendo che tipo di attività svolgerà l’Ufficio per la pace e che budget avrà. «Non mi risulta esistano Comuni a favore della guerra, la pace è un ideale così condiviso che non necessita di queste operazioni demagogiche» ha commentato Bruno Gabrielli di Forza Italia. Giorgio De Vecchis di Alleanza Nazionale ha paventato il «rischio di dar vita a un inutile carrozzone politicizzato». Daniele Primavera di Rifondazione Comunista invece ha difeso la scelta affermando: «Mi fa specie sentire queste polemiche a sfondo economico. La diffusione della cultura della pace deve essere vista come un investimento, non come un costo. La cultura del pacifismo non è monopolio della sinistra, ma deve essere un contenuto trasversale».

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