GROTTAMMARE – «Ognuno, nel suo piccolo, può e deve contribuire al “progetto” del Grottammare Calcio, che è un bene sportivo, sociale e culturale per l’intera comunità, a fronte dei suoi 100 e più anni di storia».
Il sindaco Luigi Merli e il presidente Amedeo Pignotti ripetono, più volte, un concetto preso a prestito come comandamento numero uno per la stagione che verrà, proprio nel giorno in cui la formazione di Daniele Amaolo si raduna per iniziare la preparazione (l’appuntamento è per ore 16 allo stadio Comunale).
In sintesi: la conferenza stampa di presentazione della campagna abbonamenti per il torneo di serie D edizione 2006-2007, svoltasi stamane presso il Municipio – hanno presenziato pure l’assessore allo Sport Natale Santori e l’assessore al Turismo Enrico Piergallini – è stato il pretesto per chiamare a raccolta tutta Grottammare.
«Questa iniziativa – ha detto Merli – nasce dalla volontà di far riavvicinare la città alla sua squadra di calcio. Dopo la conclusione dell’ultimo campionato ho parlato con il presidente e ci siamo convinti che il senso, la logica da portare avanti è quella di un progetto unitario, per il quale ognuno voglia contribuire al bene di una società che rappresenta degnamente il nome di Grottammare e che, proprio per questo motivo, va sentita con orgoglio e senso di appartenenza».
«Di recente – ha proseguito Merli – ho fatto un “sondaggio” per constatare la disponibilità da parte delle forze economiche locali: i riscontri sono stati positivi. Ora ci vuole lo sforzo della città. Quello che sta per iniziare è un anno importante: il presidente alla fine trarrà le sue conclusioni».
Lo stesso Amedeo Pignotti ha rafforzato il concetto dicendo: «Come ho sottolineato nel recente passato il Grottammare non è del sottoscritto, ma di tutta la città. Ho avuto la possibilità di cedere la società o addiritutta di trasferirne il titolo sportivo (pare per esempio che una proposta gli sia stata fatta dalla neonata U.S. Fermana, ndr), ma non ho ricevuto le garanzie necessarie, per cui ho ritenuto opportuno proseguire. Riparto con la convinzione che si possa avviare un bel progetto, un nuovo percorso calcistico con entusiasmo immutato».
E immutati saranno i prezzi degli abbonamenti – 60 euro per i ridotti (pensionati e ragazzi sotto i 16 anni), 100 euro gli interi. L’obiettivo del sodalizio di via San Martino, naturalmente, è quello di migliorare sensibilmente l’ottantina di tessere vendute l’anno passato.
L’assessore alla Cultura Enrico Piergallini ha infine precisato che per coloro i quali decideranno di abbonarsi al Grottammare Calcio, l’amministrazione comunale ha intenzione di offrire gratuitamente l’agenza del 2007, la guida del Museo Fazzini e una serie di gadget. Inoltre, i possessori della tessera avranno diritto a un ingresso gratuito al Museo Fazzini e all’Harbì, la rassegna dedicata alla musica d’autore, che solitamente si svolge tra marzo e aprile.
PIGNOTTI E IL GROTTAMMARE CHE VERRA’ Il numero uno del sodalizio biancoceleste, a poche ore dal raduno dei suoi ragazzi, non si è potuto sottrarre ad alcune domande inerenti al comparto tecnico. Per inciso: al momento l’organico a disposizione del tecnico Amaolo, orfano dei vari Adamoli, Marcucci, Ludovisi e Di Matteo, è votatissimo alla linea verde, tra i confermati della passata stagione e alcuni giovani del settore giovanile promossi in prima squadra. Operazioni in entrata? Nessuna.
«Bastano due giorni per fare una squadra che possa vincere un campionato – ha replicato Pignotti – Garantisco un Grottammare più che competitivo al via della nuova stagione (3 settembre, ndr). Se pensiamo che tutti ci davano già per morti, credendo che non ci saremmo iscritti al campionato, già così possiamo ritenerci soddisfatti».
Il presidente biancoceleste si è poi voluto togliere il classico sassolino dalla scarpa: «Sono stato criticato con forza per non aver trattenuto il capitano Marcucci (acquistato dalla Renato Curi Angolana, ndr), anche se nessuno ha scritto che il giocatore si è voluto avvicinare a casa. In più sono convinto che troveremo sostituti all’altezza dei calciatori che sono partiti».

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