SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domani primo agosto alle ore 18:00 inizia il terzo consiglio comunale dell’era Gaspari. Dopo le polemiche durante la seduta dello scorso 3 luglio, si torna a parlare dei manifesti per la convocazione della cittadinanza. Prima del secondo consiglio comunale la Giunta non affisse nessun manifesto per le strade della città, in seguito a una manchevolezza per la quale il sindaco Gaspari chiese prontamente venia. «Mi rammarico per il disguido, spero che la fase di noviziato duri poco», affermò il sindaco.

Ora che i manifesti sono stati affissi, però, c’è ancora un motivo di polemica. Sui manifesti, infatti, non è stampato tutto l’ordine del giorno del consiglio comunale (13 punti), ma solo quattro punti (per vedere la foto clicca su multimedia). Si può supporre che la scelta sia stata motivata da esigenze di spazio e di leggibilità dei manifesti, ma Pasqualino Piunti propende per un’ipotesi più maliziosa. «Guarda caso nei manifesti non trovano spazio le mozioni e le interpellanze proposte dalla minoranza di centrodestra», afferma il capogruppo di Alleanza Nazionale. Secondo Piunti, il punto particolarmente “scottante” sarebbe il numero 11, cioè la mozione di An sull’uso della Palazzina Azzurra per le serate danzanti.

«Siamo di fronte a un atto premeditato, non vogliono pubblicizzare la discussione sulla Palazzina per evitare le contestazioni dei cittadini che sono avvenute nell’ultimo consiglio comunale», questo l’atto di accusa di Piunti verso l’amministrazione Gaspari. L’ex vicesindaco fa leva anche sull’articolo 67 del regolamento del consiglio comunale, secondo il quale la cittadinanza va avvertita della convocazione del consiglio “quando gli argomenti in discussione rivestono particolare interesse”. A questo punto la conclusione di Piunti è la seguente: «Invito il presidente del consiglio comunale Giulietta Capriotti a non farsi condizionare, perché il suo è un ruolo di garanzia per tutti gli schieramenti politici».

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