ALBA ADRIATICA – Venivano sfruttati come manodopera in un laboratorio-dormitorio sotto la minaccia di rivelare la loro clandestinità. La Squadra Mobile di Teramo è riuscita a scoprire, all’interno di un opificio adibito al confezionamento di capi d’abbigliamento, 40 cittadini cinesi costretti a lavorare facendo orari massacranti e a vivere in condizioni igieniche molto precarie.

L’operazione, maturata a conclusione di numerose segnalazioni, è stata compiuta ieri, intorno alle 22. Una volta fatta irruzione nello stabile, strutturato su due piani (che ospitavano un borsettificio e un laboratorio di confezioni di capi d’abbigliamento), gli agenti della mobile hanno trovato i clandestini pienamente operanti. I poliziotti hanno accertato che i lavoratori venivano obbligati a lavorare con turni esasperanti. Fatto ancora più grave, gli operai venivano alloggiati all’interno dello stabilimento, in locali di fortuna ricavati nelle aree vicino ai macchinari, realizzati con pareti di cartone e legno compensato.

Gli agenti hanno potuto verificare anche che gli ambienti dell’opificio adibiti a dormitorio, cucina e bagno versavano in condizioni igieniche precarie ed insalubri, ben oltre i limiti della tollerabilità. All’interno del laboratorio-dormitorio sono state trovate numerose donne, alcune in stato interessante, e alcuni bambini, che, non si esclude, venissero anch’essi impiegati nei ritmi della lavorazione.

L’attività investigativa ha accertato che il titolare dell’attività, avvalendosi della esperienza maturata nel settore del commercio, era riuscito ad ottenere commesse di rilevanti proporzioni da ditte italiane, per la realizzazione di capi d’abbigliamento a prezzi particolarmente concorrenziali. Possibilità quest’ultima agevolata dall’utilizzo di manodopera a basso costo, che solo la disponibilità di soggetti sprovvisti di permesso di soggiorno poteva garantire. 

Il laboratorio è stato sottoposto a sequestro preventivo mentre i titolari degli esercizi sono stati segnalati all’autorità giudiziaria; in particolare, S.B., 59 anni è stato denunciato per sfruttamento di manodopera clandestina. I lavoratori risultati sprovvisti di soggiorno sono stati condotti in Questura per l’adozione delle misure restrittive previste dalla legge. 

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