SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Creare un ambito museale dinamico per catalogare ed esporre tutta la documentazione esistente che testimoni la storia dell’attività marinara. E’ questo l’obiettivo principale che si pone il Comitato promotore del Parco della Civiltà Marina, che nei propositi degli ideatori dovrebbe trovare la propria sede ideale nell’area dell’ex Gem, posta sul lato est dello Stadio Ballarin (area acquisita al patrimonio comunale e da destinare a sede della Cultura del mare).

Lo studio preliminare del progetto, già in via di ultimazione, è promosso dal Cerf Pesca (Consorzio Europeo di ricerca e formazione sulle tecnologie della Pesca), che ha affidato l’incarico dell’opera all’architetto Vincenzo Acciarri.
L’iniziativa è stato illustrata alla stampa questa mattina. «E’ un progetto che s’inserisce in un’operazione più vasta» ha spiegato Nazzareno Torquati, esponente del Comitato promotore. «Siamo all’anno zero della pesca. Dopo lo sviluppo degli anni ’70 e 80′, il comparto ittico oggi è fermo. L’esempio più evidente è rappresentato dalla mancanza di condizioni per il ripopolamento delle specie ittiche. Per questo riteniamo necessario puntare su iniziative forti che consentano all’attività marinara locale di ripartire».

Il progetto è stato presentato in mattinata anche all’Amministrazione comunale: «Il nostro auspicio è che la Giunta faccia propria questa proposta e la inserisca nel piano triennale degli investimenti, attivitandosi per la sua fattibilità e per l’effettuazione del progetto esecutivo cantierabile. Insieme, poi, verificheremo la possibilità di attingere ai finanziamenti della Comunità Europea».

Il costo dell’intera operazione è quantificabile intorno ai 3,5 milioni di euro, somma che i promotori dell’iniziativa contano di coprire in gran parte reperendo fondi pubblici, privati e accedendo a mutui ventennali.
L’idea di fondo che ha dato impulso all’ideazione del progetto è stata quella di trovare collocazione, all’interno di un’unica struttura, alla grande quantità attualmente esistente di reperti storici e naturali documenti, opere d’arte e altre testimonianze relative allo storia della comunità costiera picena con particolare riferimento alla civiltà marinara. «Materiale prezioso e indispensabile – ha aggiunto Torquati – per conoscere la storia della nostra città che fino ad oggi è stato conservato grazie alla buona volontà di alcue persone ma che oggi rischia seriamente di finire al macero».
Il Parco dovrebbe costituire anche un importante rampa di lancio per far diventare San Benedetto interlocutore privilegiato nel bacino europeo dell’Adriatico. Finalità raggiungibile, nelle intenzioni dei promotori, facendo della nuova struttura non solo un centro di archiviazione e catalogazione storica ma anche un polo per la ricerca scientifica e la formazione di nuove figure professionali.
Per gli ideatori del progetto l’ampio spazio disponibile con la realizzazione della struttura offrirebbe la possibilità di ospitare numerose iniziative, tra cui la Biblioteca e Cineteca universale del mare, la Pinacoteca dei pittori del mare e l’Accademia del cibo in mare in collaborazione con lo Slow Food.

Tra le associazioni che hanno aderito il Circolo dei Sambenedettesi, la Fondazione Bizzarri, la Cogese, la Cooperativa Liberi Naviganti e la Fondazione Bizzarri.

«Non vogliamo – ha spiegato Benedetta Trevisani, presidente del Circolo dei Sambenedettesi – che quest’iniziativa sia solo un’idea ma un progetto che affondi le proprie radici nella storia della nostra città»

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