Politica “nazionale”. Il ministro Antonio Di Pietro, dopo la brutta parentesi Soldini, si sta riabilitando. Ma forse non aveva capito che gli toccherà combattere più la sua maggioranza che la minoranza. Gli sarebbe toccato la stessa sorte se fosse stato eletto nel Centro destra. E’ questione di uomini non di partiti. E’ l’uomo che è marcio. Essere nel mondo non significa stare dalla parte di Moratti ma da quella di Moggi, per fare un esempio calcistico ma calzante
Sport “nazionale”. Per lo stesso motivo mi sembra inutile dilungarsi su Calciopoli. Che a livello giornalistico continua ancora e come. Due cose però mi hanno ancora meravigliato:
1- Candido Cannavò (fino a ieri per me il più grande e serio giornalista sportivo italiano) che nel 2001 (dopo la vicenda Juliano-Ronaldo) disse con trasparente malizia, in prima pagina sulla Gazzetta dello Sport, di essere certo che Moggi & C. si intrattenevano con gli arbitri in alcune osterie, oggi afferma che nel punire la Juventus, bisognava tener conto che è stata l’unica società a far fuori lo staff dirigenziale. Hanno aspettato 5 anni (dal 2001 ad oggi) per farlo. Di fronte all’evidenza dei fatti. Quel giorno o Agnelli & C non lessero la Gazzetta o ritennero che non faceva testo. Cannavò dopo un po’ lasciò la direzione del giornale per tornare a fare l’editorialista dopo qualche tempo. Da tutti mi sarei aspettato una simile affermazione ma non da lui che rese pubblico già cinque anni fa quello che stava succedendo. Senza intercettazioni. Caro Cannavò stavolta mi hai profondamente deluso. Resti comunque un mio eroe perchè: errare humanum est.
2- Diego Della Valle prima dice che lui ha sempre combattuto il modo con cui Moggi conduceva la Juventus, poi nega di essersi allineato, poi dice spudoratamente che Moratti ha condotto molto male l’Inter. E’ una dichiarazione di colpevolezza? Non sono un giudice però…
Politica sambenedettese. Centoventimila euro di qua, centomila euro di là. Che fine hanno fatto? Si chiede l’opposizione. Considerando che non stiamo parlando di una faccenda tra privati, credo che per il sindaco Gaspari sia una bazzecola dare gli opportuni chiarimenti. Ci mettiamo in prima fila per rendere onore alla verità e alla trasparenza.
Samb. Finalmente i Tormenti hanno indetto una conferenza stampa e rotto il silenzio dei fatti. Una bella frase (l’ha pronunciata Marcello Tormenti) che non può soddisfare chi viene giornalmente bombardato di lanci giornalistici che rischiano di rompere proprio quell’immagine… dei fatti. Oggi hanno dato finalmente agli sportivi sambenedettesi la possibilità di conoscere le loro verità: «Di turbativa d’asta non sappiamo assolutamente nulla per cui riteniamo che certe testate giornalistiche non hanno riportato fatti reali». Nessuno dei giornalisti presenti ha aperto bocca per difendere il proprio direttore o editore. A proposito di brutti sospetti sul loro conto che serpeggiano in città «Duriamo poco? Del doman non v’è certezza…», il sunto della loro risposta.

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