SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non faccio promesse tanto per farle, non sono abituato a dire alla gente che spaccheremo il mondo. L’obiettivo iniziale è la salvezza, poi i sogni non si vietano a nessuno».
Alessandro Calori è il pragmatismo fatto persona. Il credo dell’ex calciatore di Udinese, Perugia, Venezia e Brescia, l’anno passato sulla panchina della Triestina, insieme a Buffoni, del vulcanico Flaviano Tonelletto, il quale dopo appena tre giornate aveva dato loro il benservito, pare sposarsi a meraviglia con il «silenzio dei fatti» della famiglia Tormenti.
PERCHE’ LA SAMB Il nuovo tecnico della Samb Calcio, presentato stamane alla stampa e ai tifosi che lo hanno aspettato davanti alla sede di Viale dello Sport, ha mostrato di avere le idee chiare: «Perchè la Samb? Sono rimasto colpito dalla serietà dei Tormenti, persone che hanno dimostrato di sapere ciò che vogliono. Mi hanno presentato un progetto, che è quello del rispetto del budget a disposizione e di una squadra giovane, alla quale andranno affiancati elementi di maggiore esperienza che li aiutino a crescere, e ho accettato di farne parte».
I TORMENTI SU CALORI Gianni Tormenti ha invece spiegato che «prima di Calori abbiamo ascoltato altri allenatori, ma lui ci ha subito ispirato fiducia, tra noi è nato un rapporto di stima e di simpatia tale che non abbiamo avuto dubbi. Crediamo nella sua serietà e soprattutto ci ha convinto la sua voglia di mettersi a disposizione per sposare il nostro progetto».
I GIOVANI A Sant’Agata Feltria saliranno venti giocatori, la gran parte di essi giovanissimi. Calori non si spaventa, ricorrendo ad una metafora: «I giovani sono come le mele: bisogna aspettare che maturino. Lo faremo insieme. Credo di avere un vantaggio in questo senso: ho giocato a calcio, a buoni livelli, una ventina d’anni, dunque posso capirli meglio di chiunque altro. Lavoreremo in una piazza importante, chiediamo fin d’ora l’aiuto dei tifosi, il loro apporto sarà fondamentale».
«Sono consapevole che quella che sta per iniziare – ha continuato Calori – è una stagione molto importante per il sottoscritto. Nessuno nasce campione, l’importante è avere la voglia e la caparbia di migliorarsi, di mettersi in discussione. Quanto rischio? Ogni lavoro presenta dei rischi, ma il mio credo sia calcolato: se faremo bene la tifoseria ci darà una grande mano. Lavorerò sulla voglia di emergere mia e del gruppo che allenerò. Partiamo in ritardo? C’è già un piano di lavoro ben preciso, non dovremo fare nessuna rincorsa».
IL MODULO E il tecnico toscano ha già messo in chiaro che tenterà di lavorare su un modulo a lui caro, il 4-3-3. «Gli acquisti in chiave mercato fatti tengono presente questo aspetto. Vedremo. I tecnici a cui mi ispiro? Sono stato a vedere i metodi di tanti allenatori, Zeman compreso, ma ritengo che ognuno debba trasmettere ciò che si sente alla squadra». La sintesi: «Lavoreremo per imporre il nostro gioco».
LO STAFF TECNICO Accanto a Alessandro Calori ci sarà Marco Rossi, tecnico friulano reduce da tre stagioni nel settore giovanile dell’Udinese, e che ha alle spalle esperienze tra i Dilettanti. «A differenza di Calori – ha detto il suo “secondo” – sono partito dal basso, ho fatto la gavetta sia da giocatore che da allenatore. Ho risposto con grande entusiasmo alla sua chiamata, convinto anche dalla serietà della famiglia Tormenti. Credo anch’io, e molto, in questo progetto».
Con loro ci sarà il preparatore dei portieri Mariano Coccia, ex numero uno rossoblu negli anni Ottanta, il quale peraltro ha già lavorato nello staff tecnico della Samb di Gaucci, e il preparatore atletico pesarese Enzo Vagnini, in riva all’Adriatico con Davide Ballardini e negli ultimi mesi della tribolata stagione scorsa, quando scese in Riviera senza pretendere nulla. «Nelle precedenti circostanze – ha detto Vagnini – mi è sempre dispiaciuto andarmene via. Torno dunque con gioia, forte dell’attaccamento e dell’affetto che nutro per questa città. Ritengo ci siano tutti i presupposti per fare bene».

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